CATANIA - Il Tribunale del riesame di Catania ha annullato il sequestro dei beni, eseguito dalla guardia di finanza di Catania, a Giovanna Genovese, moglie dell'imprenditore Mario Umberto De Felice, indagata per appropriazione indebita e bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. La decisione è della quinta sezione penale del Riesame, che ha accolto la richiesta dell'avvocato Mario Brancato, rendendo nullo il provvedimento della Corte d'appello e ordinando la restituzione dei beni. Nelle quattro pagine i giudici scrivono che la somma di 130mila euro al centro di una controversia civile sarebbe stata versata con 12 rate mensili. "Stando così le cose - scrive il Tribunale - avendo la curatela già ottenuto dalla ditta a suo tempo amministrata dalla Genovese il risarcimento nascente dalla fraudolenta cessione del pacchetto clienti del 31 ottobre del 2007, non poteva nuovamente rivendicare la stessa pretesa risarcitoria in sede penale contro la stessa imputata". Il provvedimento di dissequestro de Tribunale del riesame è stato confermato dal procuratore generale di Catania, Carmelo Zuccaro. "Si rappresenta che, a seguito di tale esecuzione, la parte destinataria del provvedimento di sequestro conservativo ha presentato istanza di riesame dinanzi al Tribunale di Catania. Nel ricorso, in primo luogo è stato argomentato che nel tempo non era mai stato adottato alcun comportamento elusivo degli obblighi risarcitori da parte dell'istante e che la pretesa della curatela aveva già trovato soddisfacimento nell'ambito di un accordo transattivo, sottoscritto nel 2022, con il quale era stata riconosciuta a favore di quest'ultima una somma di 130.000 euro, da versare in 12 rate a cura della società beneficiaria, in passato, della cessione fraudolenta del pacchetto clienti della fallita a un prezzo ritenuto iniquo. In aggiunta, l'interessata ha evidenziato di poter disporre di un ampio patrimonio immobiliare che farebbe venir meno ogni forma di pericolo di dispersione delle garanzie patrimoniali per il soddisfacimento di eventuali pretese risarcitorie residue e delle spese processuali. Al riguardo il Tribunale di Catania, ritenendo fondate le argomentazioni prodotte dalla difesa, ha dunque accolto l'istanza di annullamento del sequestro conservativo, disponendo la restituzione dei beni alla parte".


















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