"Stamattina a Mazara del Vallo ho partecipato a un convegno. Arrivando ho trovato i posti assegnati agli ospiti invitati: accanto ai nomi dei miei colleghi parlamentari uomini il titolo 'Onorevole', accanto al mio nome nulla. Nessun titolo, nessun riconoscimento del ruolo istituzionale che rivesto, come unica donna deputata della provincia di Trapani. Sembra un dettaglio. Ma non lo è". Cristina Ciminnisi, parlamentare regionale del M5s, ha pubblicato sui social il suo disappunto. "Non è un errore di stampa - ha scritto ancora -, è forma che è anche sostanza. È un riflesso culturale. Una sottile, costante rimozione del ruolo delle donne nei luoghi del potere. Perché una donna in politica è una nota a piè pagina in un mondo scritto da uomini per uomini. E l’onore, evidentemente, resta privilegio maschile: a loro spetta il titolo, alle donne l’invisibilità onorata". Un episodio che è stato minimizzato dal sindaco di Mazara del Vallo Salvatore Quinci, eletto da M5s e Pd (la tre giorni era organizzata dal Comune in collaborazione con il ministero dell’Agricoltura): "Solo un’organizzazione tardiva, fogli stampati all’ultimo momento, da giovani, che poi erano ragazze, che hanno fatto semplicemente un errore: non voglio polemizzare, mi sono scusato privatamente con l’onorevole Ciminnisi, ma è stato semplicemente questo”. La deputata gli ha risposto: “Mi sarei aspettata una sensibilità diversa. Non mi servono le scuse private, è importante che si capisca che non è una questione di principio ma culturale: il ruolo professionale delle donne viene sempre rimosso: adesso basta. Mi rivolgo al presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno: tiri fuori dal cassetto il nostro disegno di legge. È urgente prevenire la violenza di genere attraverso la cultura del rispetto e la formazione, con percorsi di educazione affettiva, sentimentale e sessuale nelle scuole siciliane, l’attivazione di sportelli psicologici negli atenei e la formazione continua per docenti, forze dell’ordine e operatori sanitari. Sono in un gruppo parlamentare, il M5s, composto da 6 uomini e 5 donne, quindi in un partito che dà pari spazio alle donne, e a noi non è mai importato essere chiamati/e onorevole. Ma la realtà dentro e fuori le istituzioni è questa: un modo di dire, senza dirlo apertamente, che il tuo spazio è tollerato, non pienamente riconosciuto anche quando ricopri un incarico pubblico, anche quando rappresenti le istituzioni della Repubblica".































