Niente quorum per il referendum. Secondo i dati del Viminale l'affluenza definitiva nazionale è del 30,58%. In totale hanno votato più di 14 milioni di persone. Sotto la media nazionale la percentuale in Sicilia, arrivata al 23,11%. Tra le nove città siciliane capoluogo di provincia l'affluenza maggiore si è registrata a Enna con il 31,35%. La più bassa ad Agrigento, dove i votanti sono stati il 20,53%. Dietro a Enna, si piazza Palermo con il 27,8%. Seguono Ragusa (27,05%), Siracusa (24,69%), Caltanissetta (24,05%), Messina (23,62%), Catania (23,09%) e Trapani (21,7%). In termini percentuali il record di affluenza spetta a un piccolo centro del Messinese, Mirto, che conta poco più di 800 anime. I votanti hanno sfiorato il 40% (39,69%). "Il nostro l'obiettivo era raggiungere il quorum, è chiaro che non lo abbiamo raggiunto. Oggi non è una giornata di vittoria. Contemporaneamente gli ultimi dati ci dicono che sono oltre 14 milioni le persone che hanno votato nel nostro paese cui si aggiungeranno gli italiani all'estero: un numero importante, un numero di partenza. I problemi che abbiamo posto con i referendum rimangono sul tavolo", ha commentato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. "Una certa politicizzazione dei referendum - ha aggiunto - non ha permesso di discutere di contenuti. Negli ultimi giorni alcuni esponenti di governo interrogati sui quesiti non sapevano i contenuti e contemporaneamente chiedevano di non andare a votare. Un elemento di responsabilità grave. Non stanno mettendo in discussione la Cgil, in gioco c'è la democrazia del Paese". Erano cinque i quesiti abrogativi posti agli elettori: i primi quattro, proposti dalla Cgil, riguardavano il lavoro, e in particolare l’abolizione di alcune parti del Jobs Act. Il quinto era sul tema della cittadinanza, su proposta di +Europa.


















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