È la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e i tumori, la prima in assoluto di disabilità. Stiamo parlando dell’ictus cerebrale che ogni anno in Italia colpisce oltre 185 mila persone. Più dell’80% sono nuovi casi mentre il resto è costituito da recidive. Il dato positivo è che 45 mila di loro sopravvivono, spesso però con un’invalidità permanente. Un terzo contrae una disabilità tale da compromettere del tutto l’autosufficienza, un terzo riesce a riacquistare una parziale autonomia, solo un terzo recupera del tutto. E non bisogna pensare che si tratti di un problema dell’età avanzata visto che non risparmia i giovani e sono più di 4 mila le persone con meno di 45 anni colpite da ictus, il 16% dei quali non riprende le proprie capacità neurologiche.

Oggi sono quasi un milione le persone che nel nostro Paese convivono con gli effetti di un ictus, ma il fenomeno è in crescita. Tanto che, ogni anno, un medico di famiglia ha 4-7 nuovi pazienti che vengono colpiti dalla malattia e deve seguirne almeno una ventina con esiti più o meno invalidanti. E’ il tempo di intervento un elemento decisivo e l’Asp di Ragusa ha per questo organizzato ancora una volta un percorso formativo mirato, per migliorare la capacità di intervento del personale sanitario nella gestione dell’ictus ischemico. E’ infatti una patologia tempo-dipendente che impone prontezza operativa e una stretta collaborazione tra più unità ospedaliere. La prima fase ha previsto lo svolgimento di tre giornate di simulazione clinica, nei presìdi di Vittoria, Ragusa e Modica, cui hanno partecipato 70 discenti (nella foto l’ultimo incontro). In un ambiente controllato è stato ricreato lo scenario dell’arrivo in pronto soccorso di un paziente con sospetto ictus, interpretato da un infermiere. Il team coinvolto - composto da infermieri, medico di Pronto soccorso e personale di supporto - ha simulato le fasi critiche del percorso: dalla valutazione neurologica iniziale, al trasporto in Tac, fino alla comunicazione con la Stroke Unit per il trasferimento del paziente. Un’esercitazione realistica, utile a testare procedure, tempistiche e capacità di coordinamento. A questa fase propedeutica sono seguite sei edizioni del corso teorico-pratico “Gestione tempo-dipendente e ruolo dell’infermiere dal triage alla Stroke Unit”, con il coinvolgimento di circa 140 discenti, che si sono svolte sempre negli stessi tre ospedali. Le giornate formative hanno unito approfondimenti teorici e sessioni di role-playing per rafforzare, in particolare tra il personale infermieristico, le competenze necessarie alla gestione integrata del paziente con ictus, dalla fase di triage fino al trattamento in Stroke Unit. Responsabile scientifico del corso è stato Antonello Giordano, con la supervisione organizzativa di Angela Vicenzino.





















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