SIRACUSA - Sono stati fermati per omicidio e porto e detenzione di arma clandestina, due uomini avolesi, padre e figlio, rispettivamente di 57 e 26 anni, che spontaneamente si sono presentati al commissariato confessando percosse nei confronti di un concittadino deceduto in nottata all'ospedale Di Maria. La vittima è Paolo Zuppardo, 48 anni: ieri sera è stato oggetto di un'aggressione in via Mattarella ad Avola (Siracusa). Immediati i soccorsi ed il trasferimento al pronto soccorso dell'ospedale di Avola dove l'uomo è deceduto poco dopo per le lesioni riportate. I fermati sono stati sottoposti in questura ad interrogatorio. Da una prima ricostruzione dei fatti, è emerso che la controversia sfociata in violenza è partita da alcuni dissidi legati a litigi per motivi personali iniziati circa due mesi fa. I due indagati, incontrato in paese Zuppardo, hanno ingaggiato un inseguimento in auto per le vie cittadine, fino a speronare l’autovettura dell'uomo. Successivamente sarebbe nata una violenta colluttazione nel corso della quale uno dei due avrebbe colpito la vittima al capo, anche servendosi del calcio di una pistola risultata essere illegalmente detenuta e successivamente recuperata e sequestrata dai poliziotti. Entrambi sono stati condotti nel carcere di Cavadonna. Zuppardo anni fa era stato indagato nell'ambito dell'operazione dei carabinieri Eclipse, con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti e tentata estorsione aggravata, minacce aggravate nei confronti del giornalista Paolo Borrometi e per minacce verbali all'ex sindaco di Avola, oggi parlamentare nazionale Luca Cannata. "Uccidere in pieno centro città. Sembra folle nel 2025 ma in Sicilia accade ancora. Ed è successo ad Avola. A morire uno dei delinquenti più in vista della città, già a processo per reati mafiosi: Paolo Zuppardo - scrive su Fb il giornalista e scrittore siciliano Paolo Borrometi-. Zuppardo era già stato condannato per minacce di morte nei miei confronti ("io non minaccio ma ti faccio finire male" ed altre frasi simpatiche di questo genere) ed aveva un altro processo in cui era imputato a seguito di alcuni articoli in cui denunciavo le sue attività criminali. Il problema - prosegue il post - è il senso di impunità che molti di loro hanno ancora oggi. E questo va denunciato perché è un fenomeno sociale inaccettabile. No purtroppo, le mafie non sono state sconfitte e dobbiamo avere il coraggio di dirlo, senza aspettare il prossimo omicidio. Per le ragazze ed i ragazzi, a delinquere - come dimostra l'uccisione di Zuppardo - si finisce sempre male". (Foto dalla pagina FB Avola segnala)































