In Italia vivono circa 7.000 pazienti con beta‑talassemia: 2.700 sono in Sicilia, la regione con il maggior bacino di malati, seguita dalla Sardegna (1.100). C’è per fortuna una tendenza alla diminuzione dei nuovi casi, grazie a programmi di screening, diagnosi e prevenzione delle coppie a rischio. La rete regionale di assistenza si arricchisce, adesso, di una nuova unità operativa dipartimentale all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani dove ha preso servizio come responsabile Rita Barone, dirigente medico ematologo, che ha lavorato per 15 anni al Centro Hub della rete talassemica all’ospedale Cervello di Palermo (nella foto tra il direttore amministrativo Danilo Faro Palazzolo, a sn, e il direttore del Dipartimento dei servizi, Renato Messina a dx). Precedentemente le competenze per i pazienti talassemici erano assegnate al reparto di Pediatria del presidio ospedaliero. L’unità operativa, istituita dall’Asp Trapani, è individuata come Centro Spoke della Rete regionale della Talassemia e assicurerà l’adeguata assistenza ospedaliera e territoriale ai pazienti talassemici, anche pediatrici, promuoverà un’attività di prevenzione delle emoglobinopatie (in Sicilia una legge regionale garantisce screening gratuiti per rilevare portatori sani, donne in età fertile e partner, sin dal 1997) e fornirà il counseling genetico per le coppie a rischio per il complesso delle patologie caratterizzate da una ridotta o alterata produzione di emoglobina, e in generale di tutte le anemie ereditarie.































