Le cure palliative sono un approccio di assistenza che è rivolto a persone affette da malattie gravi e inguaribili e che mira a migliorare la loro qualità di vita, alleviando la sofferenza fisica, psicologica, sociale e spirituale, senza cercare di curare la malattia di base. Insomma non accelerano né ritardano la morte, ma affermano la vita e riconoscono la morte come un processo naturale. Sulla Gazzetta Ufficiale è stato appena pubblicato il decreto che prevede un piano di potenziamento di questa rete che parte da importanti presupposti. Innanzitutto la popolazione siciliana sempre vicina ai 5 milioni di abitanti ma in calo costante. Nell'Isola si è infatti raggiunto un nuovo record minimo delle nascite: declino della fecondità che conduce inesorabilmente all’invecchiamento della popolazione. La prevalenza di pazienti con bisogni di cure palliative è oggi di poco superiore all’1% e in Sicilia la stima di incidenza del bisogno di cure palliative è di circa 44.500 persone/anno. In atto ogni anno vengono presi in carico nella nostra regione circa 17.500 malati, di cui più dell’80% affetto da patologie oncologiche. Nello studio che ha effettuato la Regione Sicilia è stato fatto un discorso specifico per le cure palliative pediatriche arrivando a calcolare un fabbisogno annuo di cure palliative specialistiche per minori di 867/anno. A fronte di questo dato, soltanto poche decine di minori vengono assistiti nei diversi setting a livello residenziale, nell’unico hospice attualmente attivo a Catania mentre a domicilio dalle équipe di cure palliative degli enti del terzo settore accreditati che si occupano prevalentemente di adulti o, nel peggiore dei casi, e inappropriatamente, dai servizi di assistenza domiciliare integrata. Quali saranno allora gli interventi di miglioramento in questo 2025? Il piano contenuto nel decreto prevede lo sviluppo della rete regionale con l’obbligo per le aziende sanitarie ad attenersi al modello organizzativo già indicato nel 2015, la strutturazione delle reti locali con l'istituzione delle relative unità valutando anche la composizione delle piante organiche inserendo la figura del medico specialista in medicina e cure palliative standardizzando i percorsi per il riconoscimento precoce dei pazienti con bisogni di cure palliative, avviando anche un piano di formazione regionale per il personale.















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