MESSINA - Alla manifestazione No ponte a piazza Cairoli si sono presentate circa duemila persone tra manifestanti, esponenti politici, sindacali, associazioni ambientaliste, docenti di scuole superiori e universitari e semplici cittadini. "La manifestazione è stata preparata per tempo ed è da mesi che ci lavoriamo, ma sicuramente il fatto che nei giorni scorsi c'è stato il pronunciamento del CIPES, si è capito che dovevamo moltiplicare gli sforzi. In autunno, inoltre dovrebbero partire le prime opere e si vedranno i primi cantieri. Si è innescato un meccanismo di passaparola potente per la mobilitazione popolare, che convincerà, speriamo, anche le forze politiche. Dal punto di vista giuridico, è chiaro che verranno messe in campo tutte le iniziative necessarie, però sarebbe un errore da parte nostra puntare tutto su questo", ha detto Gino Sturniolo, uno dei leader dell'assemblea No Ponte. "Certo, - prosegue Sturniolo - adesso ci dovrà essere il pronunciamento della Corte dei conti che ha già segnalato molte incongruenze nelle procedure passate, indicando la non messa in liquidazione della società Stretto. Il fatto di non averla liquidata ha consentito di fare resuscitare il contratto l'anno scorso. Sul bilancio 2024 la Corte dei conti aveva segnalato il fatto che il governo concentrasse tutte le risorse economiche per le infrastrutture su un'unica opera". "Vogliamo bloccare in tutti i modi i cantieri con iniziative in piazza - dice Mariella Valbruzzi della Rete no ponte Capo Peloro -. Nel malaugurato caso dovessero aprire ugualmente qualche cantiere noi ci inventeremo qualcosa per continuare a esistere e quando inizieranno gli espropri faremo le cause necessarie". "Il ponte è inutile, antieconomico, devastante e avrebbe un impatto sociale e ambientale irreversibile. Questo non è assolutamente un luogo che può tollerare un'opera così gigantesca, con una esigenza strutturale e ambientale così impattante oltre che sulla società, sui cittadini". A dirlo Anna Giordano del Wwf durante la manifestazione di Messina No Ponte. "Sono stati fatti da noi già due ricorsi al Tar e due reclami all'Unione Europea e valuteremo anche altre iniziative in seguito" dice ancora. "Le manifestazioni contro il Ponte a Messina e nell'area dello Stretto - sottolinea Renato Accorinti della Rete No Ponte - sono le manifestazioni più numerose. Su altri argomenti, ad esempio il problema della disoccupazione, acqua, sanità scuole non scendono mai in piazza tante persone".































