AGRIGENTO - E’ stato introdotto dall’Asp di Agrigento, per ora solo nel presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio” ma potrà interessare anche gli altri nosocomi nei prossimi mesi, il nuovo servizio di doccia a letto. E’ attivo nei reparti di Medicina Interna, Hospice, Anestesia e Rianimazione, Lungodegenza e UTIC-Cardiologia. Una novità che si inserisce nel più ampio percorso di umanizzazione delle cure e attenzione alla qualità della vita del paziente ricoverato, specialmente di coloro che si trovano in condizioni di scarsa o nulla autonomia. Il progetto pone il benessere, il comfort e la dignità del paziente al centro dell’assistenza sanitaria, offrendo un servizio innovativo, sicuro e rispettoso della persona, anche nei momenti più delicati del ricovero. La doccia a letto viene realizzata grazie a un dispositivo medico portatile dotato di un sistema integrato di erogazione dell’acqua a temperatura controllata, aspirazione dei liquidi e asciugatura. Il sistema consente di effettuare un lavaggio completo e confortevole direttamente a letto, senza necessità di spostare il paziente o sottoporlo a stress fisici e tramite l’uso di acqua idonea al contatto con eventuale cute lesa. Il servizio viene erogato da un’equipe esterna di operatori altamente specializzata, prevede una procedura standardizzata e completa che garantisce sicurezza, igiene, rispetto della privacy e massimo comfort per l’assistito. Non si tratta, come è evidente, di lavare semplicemente una persona ma di “incontrarla” con delicatezza ed empatia. Gli operatori portano tre cose sul posto letto: sguardo, tocco e parola, tre elementi forse considerabili banali; eppure, si tratta di tre principi cardine dell'umanizzazione delle cure. Solo dopo “arriva l'acqua” e avviene il lavaggio, la parte più pratica di un vero e proprio processo di cura. Oltre all’evidente beneficio psicofisico legato all’igiene personale, la doccia a letto riveste anche un ruolo importante nella prevenzione delle piaghe da decubito, favorendo la pulizia profonda della cute, la stimolazione della circolazione e la riduzione dei fattori di rischio connessi all’immobilità prolungata.


















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