MILITELLO IN VAL DI CATANIA - Schermo nero, un gigante della tv se ne va. Commozione e applausi a Militello per l'ultimo saluto a Pippo Baudo. Grande folla nel paese d'origine del popolare conduttore per i funerali celebrati nella chiesa di Santa Maria della Stella e presieduti dal vescovo della Diocesi di Caltagirone, monsignor Calogero Peri, insieme al parroco Giuseppe Luparello. Gremita la piazza antistante, dove sono stati esposti striscioni dai balconi ed è stato sistemato un maxi schermo per consentire di seguire la funzione a chi è rimasto fuori.
Oltre ai familiari, a cominciare dai figli Tiziana e Alessandro, presenti artisti, rappresentanti delle istituzioni, gente comune proveniente da ogni angolo dalla Sicilia e anche turisti. Tra gli esponenti del mondo dello spettacolo Lorella Cuccarini, showgirl lanciata da "Superpippo" negli anni '80, i cantanti Al Bano e Gigi D'Alessio, il regista tv Michele Guardì. Tra i politici, il presidente del Senato Ignazio la Russa, il ministro del made in Italy Adolfo Urso, il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi in rappresentanza del governo e il governatore Renato Schifani. "Carissimo Pippo - ha affermato il vescovo Peri - noi ti auguriamo di splendere come stella non soltanto nel firmamento degli uomini, come già avvenne, ma tanto luminoso anche e soprattutto in quello di Dio. E nel firmamento di Dio, ce lo vogliamo ricordare, si splende solo per l'amore operoso e concreto che abbiamo vissuto. Tutto il resto passa e si dissolve come pula al vento, perché solo l'amore resta ed è per sempre". "Pippo è stato per certi versi l'uomo più celebre d'Italia - ha detto nell'omelia il padre spirituale di Baudo, don Giuseppe Albanese - entrando felicemente nelle case della gente. L'accoglienza riservatagli la notte scorsa dai suoi concittadini è stata commovente. Per loro è stato un modello, un punto di riferimento. Al di là dei programmi e degli applausi, ciò che resta è la sua capacità di comunicare vicinanza. Molti lo ricordano come un uomo generoso: poco prima di morire mi ha confidato che il successo - e lui ne ha avuto tanto - non basta a riempire il cuore. Ricordo le sue lacrime quando si è comunicato per l'ultima volta, mi ha detto grazie per tre volte. Il senso della giustizia è stato forte e sempre impresso nell'animo di Pippo. Soprattutto nel coraggio manifestato in più circostanze contro la mafia, un male da estirpare secondo lui, ricercando sempre e comunque la legalità". Alle 13 era stata chiusa la camera ardente, aperta in mattinata nella chiesa dove il feretro del conduttore era giunto da Roma nella tarda serata di martedì accompagnato da un lungo applauso da parte dei centinaia di presenti, assiepati dietro le transenne. A metà mattinata erano stati superati i mille accessi. Dopo il rito funebre, il feretro si è diretto al cimitero di Militello per la tumulazione nella cappella di famiglia. A Catania bandiere a mezz'asta in segno di lutto collocate a Palazzo dei Chierici in piazza Duomo. Presente anche il sindaco Trantino: "Dedicheremo qualcosa a Pippo", ha anticipato ai microfoni di Antenna Sicilia e Telecolor. Le nostre emittenti hanno dedicato all'evento un lunghissimo speciale in diretta a reti unificate.
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