CATANIA
- Non si ferma l'ondata di spari a Catania. Altri due assalti per la quarta notte consecutiva: nel primo caso intorno alle 2 l'obiettivo è stata una panineria di via dell'Agricoltore, a San Giorgio, dove sono stati esplosi 19 colpi di arma da fuoco contro le due saracinesche; è stata la titolare a chiamare la polizia. Stessa scena in via XXXI maggio, traversa di viale Mario Rapisardi, dove i proiettili sono arrivati vicino a un bar tabacchi. Su questo secondo attentato indagano i carabinieri. Nelle notti precedenti a finire nel mirino erano stati un centro estetico di via Garibaldi, una casa di via Calabrò, a San Cristoforo, un autonoleggio di via Plebiscito e un'altra panineria in via Giovanni Da Verrazzano, al Villaggio Sant'Agata.
"La criminalità sta prendendo il sopravvento in città - afferma Claudio De Luca, coordinatore della UilPolizia Sicilia - e gli agenti sono troppo pochi per contrastarla. Dati alla mano, a Catania operano su strada appena 5 volanti mentre servirebbero almeno 8 pattuglie per garantire un controllo del territorio. Anche per questo si spiega l'allarme sicurezza nel capoluogo etneo, dove non passa giorno senza che si registrino episodi eclatanti come i raid a colpi d'arma da fuoco avvenuti negli ultimi quattro giorni contro attività commerciali".
De Luca sottolinea che "i colleghi garantiscono anche d'estate la loro presenza vedendosi negare il sacrosanto diritto a turni completi di riposo. E alcuni, chiamati a controllo di profilassi anti Aids per causa di servizio, oltre a effettuare il turno mattutino a disposizione della direzione sanitaria vengono obbligati nello stesso giorno a svolgere pure il servizio serale. La misura è colma. Gli agenti andrebbero incentivati e lodati. Invece risulta a questa organizzazione sindacale che proprio loro sono sottoposti a procedimenti disciplinari, colpevoli forse di fare il proprio lavoro con troppa professionalità. Che un questore richiami in malo modo e pubblicamente un collega in divisa, mortificandolo perché i pantaloni della divisa si sono accidentalmente impigliati allo scarponcino, non ci sembra il modo migliore per affrontare situazioni di ben altra importanza come l'emergenza che Catania vive ultimamente".



























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