La vaccinazione contro l’herpes zoster, noto anche come fuoco di Sant’Antonio, riduce il rischio di eventi cardiovascolari, quali infarto e ictus. Lo rivela uno studio appena presentato al congresso della società europea di cardiologia di Madrid (29 agosto-1° settembre). I ricercatori hanno rilevato che la vaccinazione con vaccino ricombinante, RZV, o con vaccino vivo attenuato, ZVL, è associata a una riduzione del rischio di eventi cardiovascolari del 18% negli adulti di età inferiore a 18 anni e del 16% in quelli di età inferiore a 50 anni. L’herpes zoster, infatti, può infiammare i vasi sanguigni e aumentare il rischio di ictus e infarto. Precedenti studi avevano mostrato un picco di rischio cardiovascolare subito dopo l’herpes zoster, ma non era chiaro se la vaccinazione potesse mitigare questo pericolo. “Abbiamo esaminato le prove attualmente disponibili e abbiamo scoperto che, in questa analisi, la vaccinazione contro l’herpes zoster è stata associata a un minor rischio di eventi cardiovascolari, come infarti o ictus - riferiscono gli studiosi - sono ora necessari ulteriori studi di ricerca per scoprire se questa associazione possa essere attribuita a un effetto della vaccinazione contro l’herpes zoster”. Al congresso dei cardiologi è presente anche l’Emodinamica del Barone Romeo di Patti (Me), diretta da Salvatore Garibaldi. Il gruppo ha presentato un interessante lavoro sui due tipi di infarto del miocardio, denominati STEMI e N-STEMI (il più frequente), i quali, per differente livello di gravità, devono essere trattati in Emodinamica rispettivamente entro 90 minuti (emergenza) ed entro 24 ore (urgenza) dalla diagnosi. La loro relazione ha destato particolare interesse tra i cardiologi europei per aver dimostrato eccellenti risultati in un gran numero di pazienti affetti da infarto tipo N-STEMI, trattati presso l’Emodinamica di Patti, inseriti in un percorso clinico includente il centro Hub di Patti (centro di riferimento) e tutti gli altri centri Spoke del territorio (centri afferenti); trattasi della più grande casistica comparativa mai pubblicata, con un arruolamento totale di 1.702 pazienti suddivisi in parti più o meno uguali tra gruppo di studio e gruppo di controllo.

Il percorso clinico, oggetto della ricerca scientifica, prevede che il paziente affetto da infarto N-STEMI, proveniente dai centri spoke con indicazione a coronarografia, raggiunga l’Emodinamica di Patti mediante ambulanza, esegua la procedura invasiva per ritornare a fine esame presso l’ospedale di provenienza (circuito Spoke-Hub-Spoke), evitando, da un lato, l’esclusiva dipendenza dai posti letto del Centro Hub, dall’altro, procurando maggiore disponibilità di ricovero per emergenze non differibili. In circa sei anni di osservazione nel gruppo di studio facente parte del circuito Spoke-Hub-Spoke, rispetto al gruppo di controllo, composto da pazienti ricoverati nello stesso Centro Hub di Patti, non sono state registrate differenze significative in termini di efficacia di trattamento e di sicurezza (nessun aumento di complicanze); inoltre, grazie alla riduzione delle giornate di ricovero dei pazienti in attesa di coronarografia, sono stati altresì conseguiti risparmio considerevole di risorse economiche e miglioramento della prognosi della malattia.































