Una tragedia sconvolge lo sci azzurro e tutto lo sport italiano. A due giorni dalla caduta nelle Ande in allenamento con la nazionale di discesa libera, è morto a Santiago del Cile Matteo Franzoso, sciatore di 25 anni. Franzoso non ha superato le conseguenze del trauma cranico e del conseguente edema cerebrale che si era creato dopo la caduta avvenuta sabato durante un allenamento sulla pista di La Parva, a 50 km dalla capitale cilena. L'azzurro, che avrebbe compiuto 26 anni proprio oggi, ha affrontato con difficoltà il primo, piccolo salto del tracciato di allenamento, finendo sbalzato in avanti verso le reti. Ha oltrepassato due file di reti e ha sbattuto contro la staccionata posizionata 6-7 metri fuori dal tracciato. Raggiunto immediatamente dai soccorritori grazie all'elicottero, è stato subito ricoverato nel reparto di terapia intensiva e indotto al coma farmacologico, intubato. I compagni di squadra avevano subito interrotto gli allenamenti e la famiglia aveva raggiunto l'ospedale di Santiago dall'Italia. Col passare delle ore, però, il fisico di Franzoso non ha retto ai danni creati dal trauma. Franzoso era arrivato a La Parva il 6 settembre per la sessione di allenamenti sulla neve assieme agli altri velocisti Casse, Schieder, Bosca, Innerhofer, Alliod, Molteni, Abbruzzese e Franzoni, ai quali si era aggiunto Dominik Paris. "E' una tragedia per la famiglia e per il nostro sport - le parole di Flavio Roda, il presidente della federsci che esprime cordoglio alla famiglia di Franzoso -, un dramma che ci riporta allo stato d'animo di poco meno di un anno fa, quando scomparve Matilde Lorenzi. E' assolutamente necessario fare tutto il possibile perché non si ripetano più episodi del genere".



































