CATANIA - Multe di 41.000 euro sono scattate al centro di Catania per una serie di irregolarità emerse durante i controlli della task force coordinata dalla polizia. In una macelleria di via Giordano Bruno c'erano carenze nella pulizia; inoltre mancavano le procedure previste nel manuale Haccp e i macchinari non rispettavano i requisiti di sicurezza. Ma non solo: i veterinari dell’Asp hanno trovato 136 chili di prodotti di origine vegetale e animale privi nell’etichettatura di informazioni in lingua italiana, quindi di dubbia provenienza, ed è anche scattato il sequestro di 95 chili di carni e preparati alimentari privi di tracciabilità. In un deposito interno i poliziotti hanno addirittura trovato uno straniero che dormiva su un materasso di fortuna.
Durante le verifiche i poliziotti hanno notato davanti a un portone poco distante uno strano via vai di persone: un uomo stava svolgendo, abusivamente l’attività di barbiere; per lui una multa di 4.360 euro.

Gravissime le irregolarità in via San Gaetano alla Grotta, dove è stato chiuso un ristorante indiano con carenze igienico-sanitarie: i veterinari hanno trovato carne in buste di plastica anonime, alcune lasciate a temperatura ambiente e altre in fase di decongelamento. Per questo 53 chili di carni rosse e bianche sono stati sequestrati. Ai clienti veniva fatto intendere che gli alimenti fossero freschi, pertanto il titolare è stato denunciato per frode. Inoltre gli agenti della polizia locale hanno constatato l’assenza dei requisiti professionali per la vendita di prodotti alimentari e la difformità dei locali dalla planimetria sanitaria allegata alla Scia. Scovato pure un lavoratore in nero.
Sono stati inoltre sequestrati 16 chili di preparati alimentari privi di tracciabilità. I poliziotti si sono poi accorti che, dietro a una tenda nella sala con i clienti, erano state accatastate diverse bombole di gas, alcune collegate all’impianto della cucina. Per scongiurare il pericolo gli agenti hanno chiesto l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno denunciato il titolare in quanto deteneva 5 bombole di 25 chili ciascuna in locali non idonei, trasformando il locale di ristorazione in una vera e propria rivendita di bombole per la quale è obbligatorio avere la Scia antincendio.






























