PALERMO - Su Tik Tok, nella sua ultima foto postata (oltre 31 mila visualizzazioni dopo che si è diffusa la notizia dell'omicidio), Gaetano Maranzano inserisce un sottofondo musicale e parlato in cui si sente: "Tu mi arresti e per che cosa? Per l'omicidio di Michele Navarra...". Il riferimento è alla fiction "Il capo dei capi" che racconta le vicende dei corleonesi e di Totò Riina.
Gaetano Maranzano è il 28enne fermato per l'omicidio di Paolo Taormina, ucciso la scorsa notte a Palermo. Sui social il presunto omicida appare con una barba lunga e diverse collane dorate tra cui una con un pendente a forma di revolver. Il giovane del quartiere Zen posta poi foto con la figlia piccola, che dovrebbe compiere un anno in questi giorni, e in una di queste la bimba, con le collane del padre al collo, tiene in mano il pendente con la pistola in miniatura.

Chi è Gaetano Maranzano? Ha piccoli precedenti per rissa e spaccio di droga, raggiunto anche da un avviso orale del questore. Gaetano è figlio di Vincenzo Maranzano condannato a dieci anni per il tentativo di omicidio dei rivali Giuseppe e Antonio Colombo. Era stata una donna a raccontare della faida fra le famiglie Maranzano e Colombo. Tutto sarebbe nato, secondo la testimone, da una spallata data scherzosamente da uno dei Colombo a un commerciante dello Zen, all'uscita del bar Cheri.
Una scena a cui avrebbero assistito i Maranzano, che avrebbero redarguito Antonino Colombo. Dietro all'episodio, però, vi sarebbe un astio profondo e antico. Secondo l'accusa: i Maranzano, infatti, si sarebbero risentiti per alcune voci secondo le quali i Colombo avrebbero voluto che andassero via dallo Zen, a causa della loro arroganza. Gli indagati avrebbero a quel punto deciso di cacciare dal quartiere i "rivali". Nel 2023 il tribunale ha condannato cinque imputati che tentarono di uccidere Giuseppe, Antonino e Fabrizio Colombo, padre e i figli.
Letterio Maranzano è stato condannato a 12 anni, 5 mesi e 10 giorni di reclusione; dieci anni a Pietro Maranzano, Vincenzo Maranzano. Quest'ultimo ha collezionato altre due assoluzioni. Una in appello nel 2020 per il tentato omicidio di Kemais Lausgi, indagato per spaccio di droga. Nel 2019 era stato assolto dall'accusa di mafia dopo essere finito in carcere nel blitz Talea a Resuttana e San Lorenzo.
































