Rafforzata la scorta a Sigfrido Ranucci dopo l'attentato. Una bomba rudimentale lasciata giovedì sera vicino all'auto del giornalista, davanti alla sua casa di Pomezia, è esplosa e solo per un caso i danni si sono limitati al danneggiamento delle macchine del conduttore di Report. La figlia era passata da lì 20 minuti prima.
"Poteva morire - dice Ranucci -, contro di me un salto di qualità. Decine le minacce, non è facile risalire alla matrice". "È un atto gravissimo su cui indagheremo a fondo, spero sia un episodio isolato e non si torni ai tempi bui degli attacchi ai giornalisti", afferma il procuratore di Roma Francesco Lo Voi.
Il giornalista ha fornito una serie di elementi anche ai magistrati. Ci sono quattro-cinque tracce importanti che però per coincidenza alla fine riconducono sempre agli stessi ambiti. Tra le piste, oltre a quella della malavita organizzata, anche quella che riconduce agli ultras































