Le malattie pancreatiche e in particolare il tumore del pancreas, sono in aumento in molte parti del mondo, anche se la percentuale è più elevata in Europa e negli Stati Uniti. E’ facile quindi ipotizzare che questo incremento sia legato a particolari stili di vita cosiddetti 'occidentali' e a fattori come l'aumento dell'aspettativa di vita, il fumo, la dieta non equilibrata, l’abuso di alcol e l'obesità.
Si è osservato anche un aumento significativo del tumore al pancreas nelle giovani donne. E in Sicilia? La stima è di oltre 1.200 nuove diagnosi ogni anno a fronte di circa 14 mila in tutta Italia. Un dato è comunque certo e sotto gli occhi di tutti: la malattia pancreatica in generale aumenta. E, infine, nonostante i progressi, il tumore al pancreas rimane difficile da curare e ha una prognosi spesso infausta.

Una diagnosi precoce del cancro del pancreas è estremamente difficile, in quanto i sintomi iniziali della malattia sono per lo più piuttosto aspecifici, di difficile interpretazione e facilmente attribuibili ad altri processi morbosi. Infatti i pazienti denunciano in genere l'insorgenza graduale di disturbi quali l’anoressia, uno stato di malessere generale, nausea, stanchezza e dolore in regione medio gastrica o alla schiena con calo ponderale, e questo particolarmente nelle fasi più avanzate della malattia.
Mettere insieme diversi specialisti per analizzare i sintomi da altrettanti punti di vista è fondamentale ed è quello che intendono fare l’Azienda ospedaliero universitaria Policlinico 'G. Rodolico-San Marco' di Catania e l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona per la gestione e il trattamento chirurgico delle patologie pancreatiche. E’ già passato un anno di attività congiunta, svoltasi all’ospedale San Marco.
Obiettivo: da un lato, garantire ai pazienti siciliani l’accesso a cure altamente specialistiche e innovative, riducendo la mobilità sanitaria passiva; dall’altro, creare all’interno dell’ospedale San Marco una vera e propria 'Pancreas Unit', ispirata al modello già attivo a Verona, con l’ambizione di diventare un punto di riferimento per la Sicilia se non per il Meridione intero.
Quanto prima l’unità di cura per il pancreas catanese potrà avere il riconoscimento ministeriale disponendo già delle competenze professionali e delle strutture con tecnologie avanzate richieste dalle normative. Le prescrizioni prevedono, tra l’altro, un volume superiore a 30 interventi l’anno e una bassa incidenza di complicanze post-operatorie entro i 90 giorni.
Al centro l’Unità Operativa Complessa di Chirurgia del San Marco, diretta da Gianluca Di Mauro che si avvale dell’esperienza dell’Unità di Chirurgia Epato-Bilio-Pancreatica dell’Aoui Verona, diretta da Roberto Salvia (nella foto a sinistra con Di Mauro), riconosciuto tra i massimi esperti della materia a livello internazionale.

La convenzione prevede ancora due anni di collaborazione con percorsi diagnostico-terapeutici condivisi e multidisciplinari, dedicati in particolare agli interventi ad alta complessità, che richiedono esperienza, tecnologie avanzate e approcci personalizzati. L’attività prevede una prima fase di valutazione approfondita di ogni singolo caso da parte del team oncologico multidisciplinare del San Marco composto da chirurghi, gastroenterologi, oncologi, radiologi, anatomopatologi, anestesisti e radioterapisti.
Per le patologie più complesse, come neoplasie avanzate o condizioni rare, intervengono gli specialisti del centro veronese. Gli interventi chirurgici vengono effettuati nelle sale operatorie del San Marco, dotate di tecnologie all’avanguardia, comprese quelle robotiche. In queste occasioni, l’équipe chirurgica di Verona si trasferisce a Catania per operare a fianco dei colleghi etnei. Il post-operatorio prosegue poi negli ambulatori del San Marco, con un’attenzione costante al monitoraggio clinico e alla personalizzazione dei percorsi terapeutici.































