PALERMO - Trapiantare un cuore che è stato fermo per 20 minuti potrebbe sembrare impossibile e invece rappresenta un’ulteriore opportunità per chi attende un trapianto di cuore per salvare la sua vita. La maggior parte dei trapianti, in Italia, è ancora oggi legata alle morti encefaliche, ma le donazioni “DCD” (donazione dopo la “morte cardiaca” o a “cuore fermo”) per organi come i reni, il fegato o i polmoni crescono anno dopo anno.
La procedura, addirittura, può riguardare lo stesso cuore pur essendo questo un organo complesso e uno tra i più sensibili alla mancanza di ossigeno durante il periodo di arresto della circolazione sanguigna. Oggi invece le tecniche di riperfusione più all’avanguardia consentono finalmente di recuperare le funzionalità del cuore anche dopo i 20 minuti di arresto previsti per legge. Nella grafica (in basso) viene riportato uno schema di circolazione extracorporea che serve per la per la perfusione degli organi addominali permettendo il prelievo a cuore fermo.

Nella terapia intensiva post operatoria/neurorianimazione del Policlinico di Palermo, diretta da Antonino Giarratano e coordinata da Santi Maurizio Raineri, è stato eseguito il primo prelievo multiorgano a cuore fermo. La donatrice, ricoverata nell’Azienda ospedaliera universitaria da due settimane a causa di una grave emorragia cerebrale, in vita aveva espresso la volontà di donare gli organi e di rifiutare ogni accanimento terapeutico.
Scelta confermata ai medici dalla figlia Chiara, che ha spiegato come “la donazione è stata l’esperienza più emozionante e consolatoria che mi potesse capitare in un momento di dolore così immenso”. L’equipè ha così avviato il percorso di donazione a cuore fermo. “La procedura è
altamente complessa - conferma Raineri - prevedendo un’attenta pianificazione dei tempi e dei protocolli: la sospensione graduale dei supporti vitali in un contesto di accompagnamento palliativo, la constatazione del decesso secondo criteri cardio- circolatori e, successivamente, il prelievo controllato degli organi vitali destinati al trapianto”.
Un’équipe dell’Ismett ha quindi proceduto al prelievo degli organi idonei, ossia fegato, reni e cornee. Rilevante il contributo del gruppo medico-infermieristico della Neuro-rianimazione composto dai medici Giuseppe Accurso, Ester Tempra, Claudia Marino, Carla Pulizzi, Pietro Giammanco e Luisa Grillo, e dall’infermiera referente per le procedure di prelievo d’organo, Ilenia Giarraffa.








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