La colelitiasi è il temine scientifico che definisce la presenza di uno o più calcoli nella colecisti. La presenza di questi calcoli biliari tende a essere generalmente asintomatica ma quando si manifesta lo fa in forma violenta e dolorosa determinando la colica biliare.

La sindrome di Bouveret è una complicanza molto rara della colelitiasi ed è causata dall’arresto di un calcolo biliare nel piloro o nel bulbo duodenale; nel primo caso i calcoli provengono da una fistola colecisto-gastrica, nel secondo, da una fistola colecisto-duodenale.
Ma come fanno i calcoli a determinare una ostruzione in un tratto di intestino così ampio come il duodeno? Le cause sono l’edema e la deformazione dello stesso duodeno, causati dalla periviscerite fistolosa che si viene a instaurare o da una concomitante lesione peptica. Il bulbo duodenale è, comunque, quello maggiormente interessato come sede di ostruzione.
Oggi la rimozione di questi calcoli avviene per lo più in forma endoscopica come la grossa formazione calcolotica che occludeva completamente il duodeno che è stata tolta con successo nell’Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia dell’ospedale Garibaldi-Nesima di Catania, diretta da Domenico Catarella.
L’intervento, durato circa quattro ore, ha permesso di evitare alla paziente, una donna di 79 anni, un’operazione chirurgica demolitiva ad alto rischio. La paziente era giunta al pronto soccorso di Vittoria per forti coliche addominali e vomito. La Tac addominale aveva evidenziato proprio una sindrome di Bouveret con un calcolo di 4,5 centimetri migrato nel duodeno che ne determinava l’occlusione completa, oltre a un secondo calcolo ancora presente nella colecisti.
L’équipe multidisciplinare del Garibaldi era composta da endoscopisti (Domenico Catarella, Dario D’Agostino e Carlo Petruzzellis), internisti (Salvatore Piro e Salvatore Lumera) e anestesisti (Concetta Fazzino e Giuseppe Calabrese). E’ stata oltretutto utilizzata una tecnica combinata di litotrissia laser ad olmio, innovativamente adattata grazie all’impiego di una sonda inserita in un catetere da Ercp per garantire maggiore stabilità e ridurre i tempi. La litotrissia, infatti, è un intervento che frammenta i calcoli, mentre l'Ercp (colangiopancreatografia retrograda endoscopica) è una procedura per diagnosticare e trattare problemi delle vie biliari e pancreatiche. La litotrissia meccanica ha consentito quindi di frammentare e rimuovere il calcolo di 45 mm dalla sede dell’ostruzione.






















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