Basta un tiro in porta del Casarano (contro nessuno degli etnei) per avere la meglio sul Catania. La partita fra la capolista e la squadra reduce da quattro sconfitte consecutive, cinque con la coppa, sorride ai pugliesi che dopo la rete chiudono ogni varco. Prestazione negativa della squadra di Toscano, così come dell’arbitro. Nessun alibi, ma c’era un rigore su Rolfini.
Toscano decide di confermare per intero lo stesso undici di partenza visto con l’Altamura. Gli etnei mantengono la supremazia nei primi minuti ma diventa subito determinante il fattore ripartenze: su una di queste, al 9', Pinto si invola sulla sinistra, la palla passa da Ferrara e prosegue per Cajazzo che è bravo ad anticipare sia Donnarumma sia Dini e a mettere nel sacco la rete decisiva.
Da quel momento è inevitabilmente una partita complicata, anche se il Catania avrebbe tempo e modo per rimediare. Invece è il Casarano a rendersi ancora pericoloso sempre con Cajazzo: Dini è anticipato ma il pallone si perde sul fondo. Gli etnei provano a reagire nel finale di tempo, esercitano una supremazia territoriale ma non riescono a produrre altro che due punizioni di Cicerelli (entrambe fuori).
Nella ripresa Toscano cambia tutto il fronte d’attacco: entrano Rolfini, Forte e D’Ausilio (alla fine anche Stoppa), ma variando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia. I tentativi del Catania restano sterili, ma c’è anche l’episodio che può cambiare l’incontro: Rolfini finisce a terra in area, una situazione simile a quella che aveva portato al rigore per la Casertana nel finale di gara del Pinto. Il Catania spende la card, l’arbitro va a rivedere il contrasto fra Gega e il rossazzurro, ma dopo lunga revisione decide di non assegnare il penalty fra le proteste degli etnei.
Direzione discutibile per l’intero incontro, non solo per l’episodio descritto, così come resta negativa la prestazione del Catania. Si può perdere dopo nove risultati utili consecutivi, ma permane la sensazione di una squadra che non ha mai saputo cambiare l’inerzia del match, con scelte in campo sovente errate, e nessun tiro nello specchio. Il campionato non è compromesso per questa battuta d’arresto, ma di certo il Catania vorrà (e dovrà) rialzarsi subito.
CASARANO-CATANIA 1-0
CASARANO (3-4-2-1): Bacchin; Gyamfi, Lulic, Gega (31' st Guastamaglia); Cajazzo, Maiello, Logoluso, Pinto (1' st Di Dio); Chiricò (45' st Millico), Ferrara (10' st D'Alena); Perez (45' st Zanaboni). In panchina: Pucci, Chiorra, Palumbo, Malcore, Milicevic, Barone, Malagnino, Cerbone. Allenatore: Di Bari.
CATANIA (3-4-2-1): Dini; Pieraccini, Di Gennaro, Celli; Casasola, Quaini, Di Tacchio (16' st Corbari), Donnarumma (31' st Stoppa); Lunetta (1' st Rolfini), Cicerelli (25' st D'Ausilio); Caturano (16' st Forte). In panchina: Bethers, Allegretto, Jimenez, Quiroz, Doni, Forti. Allenatore: Toscano.
ARBITRO: Frasynyak di Gallarate.
RETE: 8' pt Cajazzo.
NOTE: spettatori 3.500 circa, di cui 28 ospiti. Ammoniti: Pinto, Gega, Di Dio, Zanaboni, Logoluso, Lunetta, Di Gennaro, Quaini, Rolfini, Celli. Angoli: 1-3. Recupero: 2'; 8'.























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