Ogni anno nel mondo quasi un neonato su 10 nasce pretermine, prima cioè della 37esima settimana di gestazione. In Italia i pretermine rappresentano oltre il 6% dei nuovi nati: bambini spesso vulnerabili, con organi ancora immaturi e un rischio aumentato di complicanze respiratorie, metaboliche e neurologiche.
Tra loro, i neonati altamente pretermine, nati cioè prima delle 32 settimane, costituiscono meno del 2% delle nascite, ma incidono in modo importante sulla mortalità infantile e sulla comparsa di morbidità a breve, medio e lungo termine. Gli ospedali siciliani prendono in carico ogni anno oltre duemila prematuri, tra cui affetti da malformazioni congenite, patologie cardiache o condizioni chirurgiche che richiedono competenze avanzate e un approccio multidisciplinare.

In occasione della Giornata mondiale della prematurità del 17 novembre in tutta la regione si è parlato di prematuri: medici, pazienti ed istituzioni. A Palermo l’Unità operativa complessa di neonatologia dell’ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli, diretta da Donatella Termini, ha organizzato un incontro con i genitori dei piccoli pazienti. un incontro di riflessione con specialisti, genitori e istituzioni. “La nostra Neonatologia - spiega la Termini - favorisce la presenza dei genitori accanto ai neonati facilitandone il sostegno, anche attraverso la condivisione costante delle cure e dell’assistenza prestata ai loro bambini”.
Nel Palazzo della Cultura di Catania si è svolta una conferenza di servizio promossa dall’assessorato comunale alla Pubblica istruzione con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra le istituzioni sanitarie del territorio e le associazioni impegnate nel sostegno dei bambini nati prematuri e delle loro famiglie. Erano presenti i vertici sanitari cittadini, tra cui i direttori generali delle aziende ospedaliere Arnas Garibaldi e Cannizzaro, i referenti del Policlinico San Marco e della città metropolitana, insieme ai responsabili dei Dipartimenti materno infantili e delle terapie intensive neonatali delle strutture ospedaliere coinvolte.
Presente anche l’Associazione Bambini in crescita con il presidente Michele Tuttobene e la referente del comitato scientifico Maria Rita Rinaldi. Il confronto ha portato a individuare come priorità l’eliminazione delle disuguaglianze territoriali nelle possibilità di cura, la prevenzione delle gravidanze a rischio, l’umanizzazione dell’assistenza, il follow up neuroevolutivo e lo sviluppo di percorsi strutturati di cure palliative per i neonati affetti da patologie inguaribili, affinché ogni famiglia possa essere sostenuta con competenza e sensibilità.

A Messina l’Ordine delle professioni infermieristiche ha donato all’ospedale Papardo morbidi manufatti in lana realizzati con cura dalle volontarie dell’Associazione “Semplicemente Insieme”. A Siracusa il balcone dei reparti di Neonatologia e terapia intensiva neonatale dell’ospedale Umberto I, la palazzina direzionale di corso Gelone, la fontana di Diana in piazza Archimede e altri monumenti dei diversi comuni che aderiscono all’iniziativa, si sono illuminati di colore viola, simbolo internazionale della prematurità. A Ragusa, infine, l’associazione “Nati per Crescere” ha organizzato un incontro pubblico all’ospedale Giovanni Paolo II sul tema “Garantire ai neonati prematuri il miglior inizio possibile per un futuro in salute”.




























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