PALERMO - Il giudice Walter Turturici ha fissato l'udienza preliminare il 13 gennaio prossimo dopo la richiesta della Procura di Palermo di rinvio a giudizio per corruzione dell'assessora regionale al turismo Elvira Amata (FdI) e dell'imprenditrice Marcella Cannariato, titolare della società A&C Broker. L'inchiesta è coordinata dai pm Felice De Benedittis e Andrea Fusco.
Secondo l'accusa Amata ha ottenuto da Cannariato l’assunzione del nipote Tommaso Paolucci alla A&C Broker. In cambio l’assessora avrebbe firmato il decreto per finanziare con 30 mila euro “Donna, economia e potere”, manifestazione promossa da Cannariato per la Fondazione Marisa Bellisario. L'assessora ha respinto le accuse, spiegando di aver chiesto l’assunzione del nipote per aiutarlo in un momento di difficoltà. Un filone dell’indagine aveva coinvolto anche il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno.
Secondo gli avvocati Vincenzo Lo Re e Giada Traina, che difendono Cannariato, "non è intercorso alcun accordo corruttivo tra l'imprenditrice Marcella Cannariato e l'assessore regionale al Turismo Elvira Amata. Non sussiste alcuna correlazione, nemmeno temporale, tra la richiesta della Amata di assumere per un breve periodo il nipote Tommaso Paolucci e l'istanza di concessione del contribuito destinato alla Fondazione Belisario, presentata successivamente. Peraltro, il contributo è stato approvato e stanziato non dall'assessorato regionale ma dal ministero del Turismo, competente per legge. Infine, va osservato che il rapporto locativo tra l'assessore Amata e la Cannariato è intercorso a prezzi di mercato ed è stato ritenuto penalmente irrilevante dagli inquirenti".


























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