TRAPANI - Blitz antidroga della polizia in provincia di Trapani: arrestate 27 persone (16 in custodia cautelare in carcere e 11 ai domiciliari) accusate di aver agevolato la famiglia mafiosa di Marsala. Inoltre, tra Trapani, Marsala e Mazara del Vallo sono state eseguite 20 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati.
L’indagine, avviata nel 2020, ha scoperto tre distinti gruppi che spacciavano cocaina nelle principali piazze di spaccio di Marsala e dei Comuni limitrofi. Il controllo era esercitato da figure apicali del clan che, in costante collegamento con i vertici delle tre organizzazioni, venivano informate dei traffici illeciti, beneficiando di una percentuale sui proventi della vendita della droga.
Un primo gruppo criminale, con base operativa in contrada Ciavolo, faceva capo a un allevatore marsalese di settant’anni, coadiuvato da una fitta rete di sodali e di pusher alle sue dirette dipendenze, attivi nello spaccio di cocaina, che l'anziano reperiva anche attraverso la mediazione di un pregiudicato mafioso e di personaggi di spicco della criminalità locale.
L’allevatore nel corso dell’indagine è stato arrestato perché trovato in possesso di tre armi (due revolver calibro 38 e una semiautomatica con matricola abrasa) e di 40 grammi di cocaina. All’epoca, le armi sono state trovate in nascondigli ricavati tra arbusti e manufatti rurali, nelle campagne vicine alla sua proprietà.
Il secondo gruppo indagato, attivo a Marsala, in contrada Amabilina, è invece riconducibile a un pregiudicato marsalese, all’epoca dell’indagine sottoposto ai domiciliari per reati di droga, con l’autorizzazione ad allontanarsi da casa per gestire la pescheria di cui era titolare.
Il pregiudicato, in realtà, aveva trasformato la sua attività di via degli Atleti in un vero e proprio crocevia del traffico di droga e luogo di incontri con figure apicali di Cosa nostra marsalese, con i referenti delle altre due organizzazioni e coi principali gestori delle piazze di spaccio.
Il pescivendolo, nel corso dell’indagine, è stato raggiunto da una misura di prevenzione patrimoniale che lo ha privato della pescheria, costringendolo a trasferire la base operativa dell’attività di spaccio a casa sua, nella quale sono stati registrati anche incontri per definire nuove alleanze.
E' stato anche trovato in possesso di una pistola 7,65 con matricola abrasa e munizioni, detenuta per lui da un dipendente della pescheria (arrestato nel dicembre 2021). Inoltre, il pescivendolo è risultato coinvolto col suo gruppo, del quale facevano parte anche il padre e il cugino, nell'incendio di un noto bar marsalese nel 2022 dopo il rifiuto del titolare di assumerlo. Insieme ai parenti ha commissionato di dare fuoco al locale ("deve diventare cenere") a un consumatore di droga, in debito per acquisti non saldati.
Una terza associazione, con base operativa in un appartamento di via Angileri a Marsala, faceva affidamento su numerosi giovanissimi pusher. L'ascesa di questo gruppo è stata favorita da collegamenti con organizzazioni criminali calabresi, che assicuravano un canale di approvvigionamento, a prezzi concorrenziali, della cocaina, poi rivenduta nelle principali piazze di spaccio di Trapani, Marsala e Mazara del Vallo.
In questo contesto, si inserisce l’arresto nel 2022 di un fornitore calabrese che trasportava droga proveniente dalla Locride e destinata a Trapani.































