CATANIA - La ricostruzione chirurgica della mammella, dopo un tumore al seno, aiuta molte donne a sentirsi sicure e a proprio agio con il nuovo aspetto. Numerose sono le tecniche a disposizione degli specialisti. Il Lembo DIEP prende il nome dall'acronimo inglese Deep Inferior Epigastric Perforator che riguarda i vasi sanguigni di questo lembo cutaneo-adiposo prelevato dall'addome e che si basa infatti su quelli perforanti della arteria e vena epigastrica inferiore profonda della parete addominale.
Il disegno operatorio è sovrapponibile a quello della addominoplastica (intervento per la riduzione dell'eccesso cutaneo-adiposo dell'addome) ma una volta prelevato il lembo insieme ai vasi che lo nutrono, questo viene trasferito in corrispondenza dell'emitorace della mammella da ricostruire con una anastomosi (ricongiungimento) dei vasi del lembo con i vasi locali riceventi (vasi mammari interni, toracodorsali).
L'addome da dove è stato prelevato il lembo viene suturato stirando la cute residua in modo da ottenere un profilo piatto con una residua cicatrice mimetizzabile con gli indumenti intimi. Il lembo viene modellato e suturato sulla regione mammaria in modo da ricostruire la mammella ridonando il volume, la forma e la proiezione della mammella controlaterale.

L’azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania nel corso del 2025 è arrivata a 76 interventi con tecnica DIEP. Adesso è stato eseguito il primo
intervento della cosiddetta “Linfo-DIEP”, una procedura microchirurgica ad alta complessità che unisce ricostruzione mammaria autologa e trattamento del linfedema dell’arto superiore.
L’operazione, condotta da Giuseppe Lombardo, chirurgo plastico del centro Grandi Ustioni, in collaborazione con la unità di Senologia diretta da Francesca Catalano, segna un ulteriore avanzamento nel percorso post-oncologico delle pazienti. Il linfedema è, infatti, una frequente conseguenza permanente di interventi di asportazione di uno o più linfonodi in casi di tumore al seno e melanomi e consiste nell’accumulo cronico di liquidi a livello interstiziale, con caratteristico rigonfiamento del braccio e riduzione della mobilità.
Colpisce una donna su quattro mastectomizzate e può influenzarne profondamente la qualità di vita; la riabilitazione motoria è consigliata in fase di prevenzione e come terapia. E’ qui che interviene il Linfo-DIEP: "Si tratta di una tecnica che combina il lembo DIEP, considerato il gold
standard della ricostruzione autologa del seno, con il trasferimento di linfonodi vascolarizzati – spiega Lombardo – offrendo un potenziale recupero del drenaggio linfatico compromesso. Nelle pazienti adeguatamente selezionate questa strategia permette una riduzione significativa dei sintomi e un miglior recupero funzionale. La paziente che abbiamo già sottoposto intervento, in precedenza operata con mastectomia radicale, ha mostrato un beneficio clinico evidente sin dalle prime settimane”.































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