CATANIA - E’ in calo l’incidenza dell’Aids in Sicilia e quella più alta si registra nella provincia di Catania. E’ la sintesi della situazione della diffusione del virus HIV nella nostra regione comunicata da specialisti ed associazioni in occasione della Giornata mondiale che si celebra il primo giorno di Dicembre. In Sicilia sono attivi ben 16 centri specializzati per diagnosi, cura e assistenza dell’AIDS e la regione complessivamente si attesta tra quelle a bassa incidenza rispetto alla media nazionale.
Numerose le iniziative sul territorio. A Siracusa le attività sono state programmate dall’Unità operativa Educazione e Promozione della Salute di cui è responsabile Stefania Di Mauro, in collaborazione con il reparto Malattie infettive dell’ospedale Umberto I diretto da Antonina Franco tra cui l'allestimento di uno stand informativo in largo XXV Luglio realizzata in sinergia con la Croce Rossa Italiana e l'associazione AMA con distribuzione di materiale informativo e sensibilizzazione del pubblico.
A Catania l'Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico "G. Rodolico - San Marco" le iniziative sono state organizzate dall’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive diretta da Arturo Montineri, in collaborazione con Maria Chiara Frasca, referente dell’ambulatorio HIV, IST e PREP, con il supporto del laboratorio analisi del presidio San Marco diretto da Patrizia Grassi, della Unità Operativa Semplice di Psicologia guidata da Antonella Russo e la collaborazione dell’Unità Operativa Educazione alla Salute con la responsabile Giuseppina Grasso.
Durante la giornata è stato possibile accedere a visite specialistiche o colloqui informativi con uno specialista negli ambulatori dedicati, attività, tutte gratuite e a libero accesso (senza ricetta medica e senza prenotazione). La rete dei servizi per l’AIDS in Sicilia è più capillare rispetto alla media nazionale, con una unità operativa di Malattie Infettive ogni 312.500 abitanti, a fronte della media nazionale di uno ogni
420.000.
Anche sul fonte terapeutico le cose sono messe bene nella nostra regione visto che le percentuali di resistenza ai farmaci sono in calo, con tassi più bassi rispetto alla media mondiale. Permane però una generale sottovalutazione del rischio di infezione, in particolare tra alcuni gruppi di popolazione, a causa di stereotipi e della percezione errata che l'HIV riguardi solo specifiche categorie.
In altri termini perdura un ritardo culturale nella prevenzione, con un dato allarmante relativo alla scarsa percentuale di persone (soprattutto donne) che hanno eseguito il test o usato il preservativo regolarmente. E anche in Sicilia, dunque, la maggior parte delle persone sieropositive non lo sa, e c'è la necessità di far emergere il sommerso per iniziare precocemente le terapie, che oggi impediscono la progressione verso l'Aids e rendono il paziente non più contagioso.
































