Primo via libera in Senato al disegno di legge che introduce la figura del deputato supplente in Sicilia. Il testo approderà alla Camera per la seconda lettura trattandosi di una riforma costituzionale per la modifica dello statuto siciliano. I sì della maggioranza sono stati 77, i no delle opposizioni 63.
Il ddl prevede che se un deputato dell'Assemblea regionale siciliana è nominato assessore, viene sospeso dalla carica di parlamentare e gli subentra un supplente; questi a sua volta decade qualora il deputato eletto lasci la carica di assessore tornando al ruolo di deputato.
Inoltre il ddl prevede l'entrata in vigore a legislatura regionale in corso e la non sottoponibilità a referendum della legge regionale che recepisce le modifiche allo statuto.
Nelle scorse settimane l'Assemblea regionale siciliana aveva dato parere favorevole al disegno di legge, 37 sì e 28 no. La figura del deputato supplente è già prevista in altri consigli regionali.
Dure critiche dalle opposizioni. Il senatore M5s Roberto Cataldi parla di "legge salva-Schifani". "La verità è questa: la maggioranza in Sicilia ha un problema e ha trovato un meccanismo da far approvare in Parlamento alla stessa parte politica - sostiene -. Siccome alcuni assessori regionali sono anche deputati all'Ars e non possono garantire la presenza costante in aula, si sono inventati i deputati supplenti. Attenzione, non si tratta di deputati che entrano definitivamente nell'Assemblea regionale, ma di componenti temporanei che rimangono lì sospesi".
Il senatore del Pd Antonio Nicita ha evocato un paragone forte. "Il primo deputato supplente di cui ho sentito parlare per la prima volta è stato Pablo Escobar", ha detto Nicita ricordando quando il criminale di Medellin riuscì a entrare 'in supplenza' nel parlamento colombiano.
"Si tratta di un provvedimento - ha proseguito il parlamentare dem - che si vuole far passare come una semplice modifica del meccanismo istituzionale, un mero tecnicismo. In realtà, si tratta di un patto di potere, una modifica non ragionata degli assetti che regolano i lavori dell'Ars, per risolvere un problema politico della maggioranza che governa la Sicilia, ma che ne crea uno ben più grande ai cittadini siciliani. Tanto è vero che si abolisce il referendum e si boccia un emendamento che ne rinvia l'adozione alla prossima legislatura".
"Come può definirsi libero nell'espletare il suo mandato un deputato supplente, se la sua permanenza all'Assemblea dipende dalla sopravvivenza del governo regionale? Possiede le caratteristiche politiche e istituzionali per poter svolgere il suo ruolo? Tutto questo per salvare una maggioranza che sta naufragando per la crisi politica e anche economica in cui versa la Sicilia, guidata da un presidente, Renato Schifani, lui sì già a tutti gli effetti un supplente", conclude Nicita.



































