Anche quest’anno premiate in Sicilia le strutture di eccellenza nazionale per la qualità dei servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie che riguardano l’universo femminile, ma anche quelle che riguardano trasversalmente uomini e donne in ottica di genere. Si tratta del conferimento dei cosiddetti bollini rosa.
Il massimo riconoscimento vale tre e sono riconosciuti per il biennio 2026-2027 a cominciare dal San Giovanni di Dio di Agrigento dalla Fondazione Onda, l’Osservatorio Nazionale sulla salute della donna che, dal 2007, attribuisce la speciale certificazione alle strutture che dispongono di particolari requisiti.

Tra le altre strutture ospedaliere siciliane che si possono fregiare dei tre bollini rilasciati dalla Fondazione, presieduta da Francesca Merzagora (145 su tutto il territorio nazionale), c’è l'ospedale Garibaldi di Catania. A ritirare il riconoscimento, in rappresentanza dell’Azienda, è stata Gabriella Torrisi, ginecologa del Dipartimento Materno-Infantile diretto da Giuseppe Ettore. Sempre a Catania il Policlinico Rodolico e l’ospedale San Marco hanno ottenuto il massimo riconoscimento della Fondazione Onda, cioè tre bollini rosa ciascuno per l’impegno nella promozione della medicina di genere.
Tre bollini rosa anche per l’ospedale di Acireale, mentre a Siracusa sono arrivati all’ospedale Umberto I di Siracusa e all’ospedale di Lentini due bollini rosa ciascuno. Nella Sicilia occidentale spiccano i tre bollini rosa all’Ingrassia e al Civico, due invece per gli ospedali Buccheri e Villa Sofia-Cervello.

Il bollino rosa, nato nel 2007, si basa su oltre 500 parametri valutati da un Advisory Board presieduto da Walter Ricciardi e rappresenta oggi una delle principali certificazioni italiane sulla qualità dell’assistenza dedicata alla salute delle donne.
La valutazione delle strutture ospedaliere e l’assegnazione dei bollini rosa avviene tramite un questionario di candidatura composto da circa 500 domande, ciascuna con un valore prestabilito, suddivise in 15 aree specialistiche, più una sezione dedicata ai servizi generali per l’accoglienza delle donne e una alla gestione dei casi di violenza sulle donne e sugli operatori sanitari.
































