Sono 43 le strutture sanitarie siciliane bocciate da un'indagine di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), su 103 sottoposte ad analisi. E' il numero più alto dopo quello della Campania (51).
Tuttavia in alcuni ambiti sanitari gli ospedali siciliani hanno ottenuto un livello di aderenza molto alto. Nel settore cardiocircolatorio per l'emergenza figura il Cannizzaro di Catania; per quanto riguarda la chirurgia oncologica troviamo la casa di cura La Maddalena di Palermo. Sono dieci le strutture ospedaliere nella lista che riguarda l'ambito osteomuscalare: P.O. Trigona di Noto (Sr), Casa di cura Villa dei Gerani di Erice (Tp), casa di cura Sant'Anna di Erice (Tp), Casa di Cura Santa Lucia Glef di Siracusa, Istituto ortopedico Villa Sales I. Galioto di Melilli (Sr), Casa di cura Carmona di Messina, Casa di cure Orestano, Noto Pasqualino e Latteri di Palermo, Casa di cura Valsalva di Catania.

Quattro le strutture valutate su almeno quattro aree: ospedale generale Di Zona a Lentini (Sr), Casa di cura Igea di Partinico (Pa), Private hospital Argento e Istituto clinico Vidimura di Catania.
Rispetto allo scorso anno 68 strutture in Italia hanno migliorato i propri risultati e non sono più segnalate per l'audit. Tra queste ce ne sono sei siciliane: P.O. Marta e S. Venera di Acireale (Ct), ospedale maggiore di Modica (Rg), Humanitas istituto clinico catanese di Misterbianco (Ct), istituto oncologico del Mediterraneo di Viagrande (Ct), Casa di cura Maria Eleonora hospital e Irccs Ismett di Palermo. Le strutture pubbliche e private della Sicilia non risultano nelle liste di livello molto alto nell'ambito delle categorie: sistema nervoso, gravidanza e parto.

A livello nazionale quasi due ospedali su 10, tra pubblici e privati, sono rimandati sulla base della valutazione di criteri standard di qualità dell'assistenza, la maggioranza al Sud. Sono infatti state individuate 197 strutture - su 1.117 valutate - da sottoporre a un processo di revisione. Lo scorso anno erano 239: 68 di tali strutture hanno superato la criticità, mentre 26 nuove strutture sono state identificate quest'anno. Zero bocciate in Valle d'Aosta, nella provincia di Trento e in Umbria.
Dunque si conferma che curarsi al Nord è più facile, perché tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna si concentrano le strutture d'eccellenza della sanità pubblica. Secondo i dati di Agenas, sono 15 gli ospedali che, valutati su almeno 6 aree cliniche su un totale di 8 prese in considerazione, hanno raggiunto nel 2024 un livello 'alto' o 'molto alto'. Due di queste raggiungono la massima valutazione considerando tutte e 8 le aree indicate e sono due strutture piccole: l'ospedale di Savigliano in Piemonte e l'ospedale di Mestre in Veneto.
"Specularmente - sottolinea Agenas - le strutture che ottengono livelli di valutazione alti/molto alti su tutte le aree valutate sono di poco superiori al 10% di quelle complessivamente analizzate", e sono pari a 189 strutture su 1.117 valutate.
L'88% degli audit segnalati riguarda problematiche relative a livelli molto bassi di aderenza agli standard di qualità, l'11% è invece legato ad anomalie di codifica delle informazioni cliniche. Il maggior numero di segnalazioni per criticità riguarda l'area 'gravidanza e parto' (52,7%delle richieste di percorsi di audit, prevalentemente per motivi legati a bassi livelli di aderenza agli standard per la proporzione di parti cesarei) e l'ambito cardiocircolatorio (22,1%delle richieste totali di audit, con criticità soprattutto in relazione alla tempestività di accesso all'angioplastica).















-.jpeg)
.jpeg)

-2.jpeg)
.jpeg)











