Dopo lo scandalo della sanità siciliana che ha portato agli arresti domiciliari dell'ex governatore Totò Cuffaro, accusato di aver pilotato le nomine dei vertici, la Regione annuncia "procedure più rigorose per la selezione dei futuri direttori generali delle aziende e degli enti del servizio sanitario". La giunta Schifani ha approvato la proposta di istituzione di un organismo che sarà incaricato di selezionare terne di candidati da cui l’assessore alla Salute individuerà i nomi dei manager da sottoporre al governo.
«È un sistema innovativo – dice il presidente della Regione - che garantirà la scelta dei candidati migliori rispetto al ruolo che andranno a ricoprire, all’insegna della massima trasparenza e competenza. Sono condizioni imprescindibili".
La nuova commissione sarà nominata dal governatore. Sarà costituita da tre esperti, uno dei quali designato da Agenas (l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), uno dalla Conferenza dei rettori delle università italiane e uno nominato dallo stesso presidente della Regione.
Per la scelta dei candidati si attuerà una procedura a “doppio livello”. Una prima commissione, già prevista dalla norma nazionale, valuterà le candidature tra gli iscritti all’elenco nazionale dei direttori generali che avranno partecipato all'avviso pubblico emanato per l'assegnazione degli incarichi in Sicilia. Sarà stilata una rosa di idonei, sulla base dell'esame di titoli e di un colloquio. Una sorta di albo regionale dal quale il nuovo organismo istituito oggi selezionerà, per ogni singola azienda, una terna di candidati tra quanti avranno risposto alla manifestazione di interesse alla nomina a manager.
I candidati potranno essere anche chiamati a un colloquio per accertarne le caratteristiche professionali. Da quella terna l’assessore alla Salute sceglierà il nome da proporre infime alla giunta per la designazione definitiva a capo delle Asp o degli ospedali. Ogni candidato potrà essere inserito in più di una terna; sia le rose di idonei che le terne avranno validità per un triennio.
La nuova procedura non si applicherà ai policlinici universitari, per i quali si segue un iter differente: è il rettore del singolo ateneo a fornire all’assessore alla Salute la terna di nomi tra i quali la Regione sceglie il direttore generale.
















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