TRAPANI - Un risarcimento di un milione e 388 mila euro. L'Azienda sanitaria provinciale di Trapani dovrà versare questa cifra ai familiari di Filippo Catanzaro, artigiano 47enne di Castelvetrano morto nel gennaio del 2016 dopo una diagnosi errata al pronto soccorso dell'ospedale Vittorio Emanuele II.
Si chiude così una vicenda lunga quasi dieci anni, con una delibera del commissario straordinario dell'Asp, Sabrina Pulvirenti, che rende esecutiva la sentenza del tribunale civile. Catanzaro si era presentato al pronto soccorso lamentando un forte malessere. I sanitari, dopo averlo visitato, gli hanno fatto un elettrocardiogramma, con esito era negativo. Quindi il 47enne è stato rimandato a casa.
Ma nel giro di poche ore il dolore si è aggravato e Catanzaro è morto durante il tragitto in ambulanza. Da quel momento - ricostruisce il quotidiano La Sicilia - è partito un percorso giudiziario complesso: prima un procedimento penale, archiviato nel 2022 per mancanza di elementi; poi la causa civile promossa dalla moglie, dai figli e dai cinque fratelli.
Il tribunale nel giugno 2025 ha accertato l'errore dei medici in servizio quel giorno, riconoscendo un chiaro nesso tra la diagnosi sbagliata e la morte dell'artigiano. Nessun appello da parte dell'azienda sanitaria, che ha deciso di non contestare la sentenza.































