La clownterapia in Italia è ormai una bella realtà soprattutto per i risultati ottenuti sui piccoli pazienti. Sono numerose le associazioni che portano i "dottori-clown" in ospedali, case di riposo e comunità, principalmente nei reparti pediatrici. I clown dottori professionisti o volontari lavorano per ridurre l'ansia e lo stress, migliorare l'umore dei pazienti, delle loro famiglie, spesso anche del personale medico e infermieristico, creando un clima più sereno e inclusivo.
Per diventare un clown di corsia volontario, è generalmente necessario contattare un'associazione locale e partecipare a un corso base di formazione in clownterapia, ma anche senza laurea sono numerose le associazioni che in collaborazione con le strutture sanitarie e la supervisione dei loro specialisti entrano negli ospedali con professionalità e competenza per aiutare chi soffre.
Un esempio arriva da Siracusa dove l'associazione “Il Sorriso che vorrei” ha donato tre 'babalù' al reparto di Pediatria dell’ospedale Umberto I alla presenza del direttore medico di presidio Paolo Bordonaro e del direttore del reparto Alessandra Burgo, portando un gesto concreto di vicinanza ai piccoli pazienti e alle loro famiglie.
Cosa sono i babalù? Si tratta di speciali portaflebo a forma di animale, pensati per unire funzionalità e gioco in un ambiente delicato come quello ospedaliero. Per il segretario e tesoriere dell’associazione Antonio Ranno è stata “una donazione che nasce da un’idea semplice: portare un momento di sollievo e leggerezza ai bambini ricoverati. Chi vive il reparto di Pediatria ogni giorno sa quanto il gioco possa diventare un alleato prezioso, soprattutto nei momenti più delicati come l'inserimento di una flebo o l’attesa di una visita".
Gli originali portaflebo denominati babalù sono stati progettati dall’associazione Portatori Sani di Sorriso, volontari clown di Galatina in provincia di Lecce, con l’obiettivo di realizzare un supporto che fosse utile e al tempo stesso rassicurante per i bambini ospedalizzati. Quando l’associazione augustana ha visto questi strumenti, ha immediatamente deciso di acquistarne tre e donarli al reparto di Pediatria di Siracusa.
Realizzati in legno naturale con colori atossici, sono dotati di ruote robuste per facilitare gli spostamenti e di una coda che consente ai genitori di guidare il movimento del bambino in sicurezza. Il loro aspetto giocoso non è casuale: è studiato per rendere più accogliente il contesto ospedaliero e trasformarlo, almeno in parte, in uno spazio più familiare e meno spaventoso.
“Spesso, quando arriva il momento della flebo, i bambini si agitano, piangono, hanno paura - ricordano il presidente dell’associazione Mauro Cacace e il vicepresidente Sonia Salamone - il babalù riesce a trasformare quell’istante: diventa un compagno di gioco, un modo per distrarsi e sentirsi protagonisti di un’avventura, ma anche un valido aiuto per il personale sanitario che potrà associare una procedura medica a un’esperienza più leggera".































