L’epilessia è una delle patologie neurologiche croniche più diffuse al mondo, invisibile agli occhi, ma ancora pesantemente segnata da stigma e pregiudizi. Nella nostra regione ne soffre una persona su cento con picchi maggiori nei bambini dove arriva al 2 per cento. La scienza medica nel 70% dei casi controlla le crisi con i farmaci mentre nel restante 30%, i cosiddetti pazienti "farmacoresistenti" si ricorre a interventi specialistici tra cui la chirurgia con l’asportazione della zona del cervello che genera le crisi.
In Sicilia i centri di riferimento riconosciuti dalla LICE (Lega Italiana Contro l'Epilessia) si trovano a Catania al Policlinico ed al Garibaldi, a Palermo al Villa Sofia-Cervello e a Messina nei centri universitari specializzati in neurologia pediatrica e dell'adulto. Proprio con il patrocinio della LICE vedrà la luce all’inizio del 2026 “Viola”, il cortometraggio che sceglie il linguaggio del cinema per restituire complessità, normalità e umanità a una condizione che troppo spesso viene raccontata solo attraverso la malattia.
La protagonista è una bambina di sette anni alla quale è stata diagnosticata una forma trattabile di epilessia tipica della seconda infanzia. Una diagnosi che, pur non compromettendo l’autonomia, sconvolge l’equilibrio familiare. I genitori, spinti dalla paura, finiscono per limitarne le attività quotidiane, dallo sport al gioco, fino alle esperienze artistiche, trasformando la protezione in una gabbia invisibile. Viola ama la musica e sogna di diventare musicista come la nonna, ex pianista concertista.
Sarà proprio lei a offrire uno sguardo diverso, capace di restituire fiducia e prospettiva, convincendo i genitori a non lasciare che la paura definisca il futuro della bambina. Il regalo di compleanno, una viola che porta il suo nome, diventa così simbolo di libertà, possibilità e continuità affettiva. Il cortometraggio racconta ciò che spesso resta sullo sfondo: non solo la gestione clinica dell’epilessia, ma tutto ciò che le ruota attorno. Le paure, gli stereotipi, le rinunce, anche quelle che nascono dall’amore.
Una narrazione che parla alle famiglie, agli insegnanti, alla società, mostrando come la protezione eccessiva possa trasformarsi in una barriera. “Ho immaginato Viola come un racconto familiare attraverso il quale mostrare cosa accade davvero quando l’epilessia entra nella vita quotidiana. Non volevo descrivere la malattia, ma tutto ciò che le ruota intorno: paure, stereotipi e forme di protezione che, pur nascendo dall’amore, possono trasformarsi in barriere”, spiega il regista e produttore Francesco Eramo Puoti.
“La storia di una bambina e della sua famiglia diventa così lo specchio di una realtà ancora troppo condizionata dal pregiudizio”. Con oltre 50 milioni di persone colpite nel mondo, l’epilessia è riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una malattia sociale. Nel 2022 l’OMS ha approvato il primo Piano d’Azione Globale Intersettoriale sull’epilessia e gli altri disturbi neurologici, ponendo al centro assistenza universale, lotta allo stigma e tutela dei diritti umani.

































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