CATANIA - Tutto esaurito in poche ore per il tradizionale Concerto di Capodanno al Teatro Massimo Bellini di Catania, che apre il nuovo anno nel segno della grande tradizione dell’Austria felix. Protagonisti saranno l’Orchestra e il Coro del teatro, guidati dalla bacchetta di Andrea Sanguineti (nella foto), direttore di solida esperienza. Accanto a lui il soprano Donata D’Annunzio Lombardi e il tenore Alessandro Scotto di Luzio. La preparazione del coro è affidata al maestro Luigi Petrozziello.

Com’è consuetudine il concerto sarà trasmesso in diretta alle 18.30 su Antenna Sicilia, con lo streaming sul nostro sito, e in replica su Telecolor il 3 gennaio alle 20. Il programma rende omaggio alla tradizione dell’operetta mitteleuropea, con pagine celebri di Johann Strauss jr., Franz Lehár ed Emmerich Kálmán, autori capaci di unire leggerezza, malinconia e vitalità danzante in un linguaggio musicale universale.
"Aprire il nuovo anno con un programma musicale ad hoc - sottolinea il sovrintendente Giovanni Cultrera di Montesano - è ormai un rito che unisce idealmente le sale da concerto di tutto il mondo, da cui parte sincronicamente un messaggio di fiducia e di pace. In un tempo segnato da tensioni e incertezze, anche il Teatro Massimo Bellini vuole essere luogo di incontro, di bellezza condivisa e di dialogo tra i popoli. Un pensiero che trova piena espressione in un concerto pensato come augurio collettivo e come celebrazione dei valori condivisi della cultura e del vivere civile. Perché la musica, più di ogni altra arte, sa parlare a tutti e ricordarci ciò che ci unisce".
Si apre con l’energia scintillante dell’Ouverture da Die Fledermaus (Il pipistrello) di Johann Strauss jr., seguita dal celebre “Mein herr Marquis (Signor marchese)”, affidato alla brillantezza vocale di Donata D’Annunzio Lombardi assieme al coro. Il lirismo appassionato di Lehár trova voce in “Dein ist mein ganzes herz (Tu, che m’hai preso il cuor)” da Das land des lächelns (Il paese del sorriso), cavallo di battaglia per il tenore Alessandro Scotto di Luzio.
Non mancano i grandi valzer simbolo di un’epoca, come il maestoso Kaiser-Walzer (Valzer dell’Imperatore) e l’intramontabile An der schönen blauen Donau (Sul bel Danubio blu), autentico emblema della tradizione viennese e momento centrale del Concerto di Capodanno, accanto alla travolgente Unter donner und blitz (Sotto tuoni e fulmini).
Ampio spazio è dedicato a Emmerich Kálmán, con una ricca selezione da Die csárdásfürstin (La principessa della csárdás) e Gräfin Mariza (La contessa Mariza), tra duetti appassionati, colori zingareschi e melodie cariche di nostalgia. Il programma culmina con alcune delle pagine più amate di Lehár, tratte da Die lustige Witwe (La vedova allegra), come il poetico Vilja-Lied (Canto di Vilja) e il brillante coro “O kommet doch” (Oh venite dunque)”, prima di tornare a Strauss con la raffinata Pizzicato-Polka e l’energia teatrale de Der Zigeunerbaron (Lo zingaro barone), che chiude la serata.















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