Tre eruzioni, tre tipi di attività differenti. L’Etna continua a regalare uno spettacolo naturalistico eccezionale. Stamattina si è risvegliato il cratere Bocca Nuova con emissione di cenere ben visibile anche dai centri abitati. Attività che non ha nulla a che vedere con quella iniziata alla vigilia di Natale dal cratere di Nord-Est, che dopo 28 anni è tornato a produrre fontane di lava.
Contestualmente, a poche ore di distanza, si è aperta una nuova bocca sull’alta parete del cratere Voragine. Dal pomeriggio il trabocco lavico non è più alimentato ed è in raffreddamento. Poco più in basso sulla stessa parete si è aperta una frattura dalla quale c’è stata una colata, anche questa scarsamente alimentata.
Attualmente permangono i divieti per gli accessi in alta quota, ma la situazione in continuo divenire è costantemente monitora dai tecnici dell’Ingv di Catania, da protezione civile e controllata sul posto dalle guide alpine e vulcanologiche.
L'avviso per l'aviazione dell'osservatorio vulcanologico, il Vona, è sceso da rosso ad arancione, il terzo livello su una scala di quattro. L'attuale fase eruttiva dell'Etna non impatta sull'operatività dell'aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania.
Passando da un vulcano a un altro, da oggi pomeriggio sullo Stromboli il piccolo flusso generatosi lo scorso 26 dicembre non è più alimentato ed è in raffreddamento, così come comunicato dall'Ingv. Continua invece la consueta attività stromboliana dalle diverse bocche nelle principali aree crateriche: l'attività esplosiva è prodotta, in prevalenza, da 5 bocche eruttive, localizzate nell'area craterica nord e da 2 bocche poste nell'area centro meridionale del vulcano.





















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