Nessun morto in Sicilia per i botti di Capodanno, ma non mancano i feriti. A Catania un ustionato dallo scoppio di petardi e due feriti da arma da fuoco tra i pazienti che dalla serata di ieri hanno fatto ricorso alle cure del pronto soccorso del Cannizzaro. Nessuno dei feriti è stato ricoverato.
Il paziente con le conseguenze più serie è un 25enne del Catanese che a causa dello scoppio di un petardo ha riportato ustioni di secondo e terzo grado all'emivolto sinistro e alla mano sinistra: dopo le prime cure in urgenza, è stato preso in carico per i successivi trattamenti ambulatoriali specialistici.
Due uomini sono stati medicati e dimessi per ferite da arma da fuoco: uno di loro, un 69enne della provincia, ha subìto l'amputazione parziale di un dito della mano sinistra. Un minorenne di Catania è stato visitato e dimesso per una lieve ustione da contatto con una fiaccola.
Nel corso dei festeggiamenti, qualcuno ha staccato la bandiera italiana esposta nella facoltà di Scienze politiche di Catania, l'ha avvolta a un contatore del gas che ha fatto esplodere con un petardo, provocando il danneggiamento del contatore e la fuoriuscita di gas. Intervenuti i vigili del fuoco e la polizia. Nessuna telecamera di sorveglianza avrebbe ripreso il gesto.
Sono sette i feriti per i botti di fine anno a Palermo. Al Policlinico Paolo Giaccone tra il pronto soccorso e la chirurgia plastica sono stati curati quattro uomini per traumi da scoppio. Tre provocati da petardi e uno di una pistola da scoppio. Tutti si sono feriti alle mani. Tre dei pazienti hanno perso parti di falangi e sono stati ricoverati, uno è stato medicato e dimesso. Altri tre feriti sono stati ricoverati al pronto soccorso dell'ospedale Civico con ferite da scoppio e uno di loro con lesioni alle dita. Uno è stato trasferito in Chirurgia plastica.
Quattro i feriti a Messina. Un uomo di 37 anni, ricoverato al Policlinico, ha subito l'amputazione di due dita. La prognosi è per il momento di 30 giorni. Gli altri tre, tra cui una donna, hanno avuto prognosi di 7, 15 e 20 giorni. Un ventitreenne di Licata (Agrigento) è rimasto ferito a causa dell'esplosione di un petardo, riportando gravi ustioni e lesioni a entrambe le mani. Durante la notte, è finito al pronto soccorso dell'ospedale San Giacomo d'Altopasso, da dove è stato disposto l'urgente trasferimento all'ospedale Civico di Palermo, dove è stato già sottoposto a un delicato intervento chirurgico. La prognosi è riservata, ma non è in pericolo di vita.
Eppure il bilancio della notte di Capodanno vede la Sicilia collocarsi tra le regioni con il numero più basso di interventi per incendi legati ai festeggiamenti. Secondo i dati diffusi dai vigili del fuoco, nel corso della notte sono stati 770 gli interventi complessivi in tutta Italia, 112 in meno rispetto allo scorso anno.
Una flessione che indica un generale calo degli episodi critici, anche se con forti differenze territoriali. In Sicilia sono stati 16 un numero di gran lunga inferiore rispetto a quello registrato in molte altre regioni che smentisce, nonostante i numerosi sequestri di botti della vigilia, l’idea di un capodanno rumoroso e ad alto rischio.
Il numero maggiore di interventi è stato, invece, registrato in Emilia Romagna (114), seguita da Lombardia (113), Veneto e Trentino Alto Adige (77). La campania Campania segue, insieme alla Toscana (69). E poi Puglia 68, Piemonte 63, Lazio 61, Friuli Venezia Giulia 36, Liguria 31, Marche 24, Sicilia 16, Abruzzo 12, Basilicata 8, Calabria 6, Umbria 3, Sardegna e Molise 0.



























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