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Traffico di rifiuti nel Nisseno: arresti e sequestro

2026-01-03 13:28

Simona Mazzone

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Traffico di rifiuti nel Nisseno: arresti e sequestro

Anche ditte catanesi operavano senza autorizzazioni e stoccavano materiale non conforme NOMI

GELA - Eseguite misure cautelari sulla base di una indagine, condotta soprattutto tra Gela e Niscemi, in provincia di Caltanissetta, concentrata su un presunto traffico illecito di rifiuti partita nel 2022. Il gip di Caltanissetta ha disposto la detenzione in carcere per Gaetano Barone, titolare di un sito per la raccolta di materiali ferrosi, a Niscemi.

 

L'area è stata sottoposta a sequestro preventivo. Arresti domiciliari per il gelese Nunzio Alfieri, titolare di una delle ditte che conferiva ferro nel sito di Barone. I militari della guardia di finanza e i pm della Dda nissena hanno ricostruito una lunga sequenza di presunte violazioni nel settore della raccolta di rifiuti speciali, principalmente quelli ferrosi.

 

Diverse ditte, attive sul territorio, sono state monitorate e avrebbero operato senza autorizzazioni o in difformità rispetto ai permessi. Sarebbero stati trasportati e stoccati anche rifiuti non conformi. L'ipotesi iniziale ha condotto a ritenere che ci fossero interessi diretti dei clan, come quello che si richiama alla famiglia gelese degli Alfieri. Il gip, però, non ha riconosciuto la contestazione mafiosa.


Obblighi di presentazione, divieti di dimora ma anche il vincolo di non poter esercitare attività imprenditoriale nel settore della gestione dei rifiuti, sono stati imposti a diciotto indagati, che rimangono a piede libero. Per gli altri, il gip non ha riscontrato elementi rispetto a una potenziale responsabilità penale.


In totale, sono quarantasette le posizioni prese in esame dagli investigatori e riguardano titolari o dipendenti di ditte impegnate nella raccolta di materiale ferroso, a Gela, Niscemi, ma anche Catania e Licata. Gaetano Barone è accusato inoltre di tentata estorsione.

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