Una gara surreale finita quasi prima di cominciare. Per gli Shark Trapani il momento difficile ora conosce anche la platea internazionale: il match valido per il play-in della Champions League di basket contro l'Hapoel Holon è durato poco meno di sette minuti.
In campo neutro, in Bulgaria, la squadra siciliana - che sta vivendo il caos societario e ha già perso a tavolino la gara di campionato per non aver giocato contro la Virtus - si è presentata con una formazione ridotta a soli cinque giocatori, due all'esordio tra i professionisti. Nel primo quarto la Shark non aveva praticamente alternative, e tra infortuni e uscite forzate è rimasto solo uno in campo, costringendo gli arbitri a fischiare la fine della partita sul punteggio di 38-5 per mancanza del numero minimo di giocatori.
Dopo la gara, il club del presidente ha diffuso un lungo comunicato nel quale parla di "accanimento sportivo istituzionale dei presidenti della FIP e della Lega che ha compromesso non solo la nostra società, ma l’equità stessa del movimento basket italiano".
"La decisione di non disputare la partita di Serie A a Bologna contro Virtus Segafredo il 4 gennaio 2026 è stata dettata dalla necessità di evitare un’ulteriore super multa e un’umiliazione sportiva in termini di punti in classifica, conseguenze inevitabili di una gara che sarebbe stata giocata in condizioni antisportive e prive di competitività, con un organico ridotto all’osso e senza allenatore a causa delle sanzioni sproporzionate inflitte dalla FIP. Al contrario, la presenza in BCL in Bulgaria, contro gli israelinai dell’Hapoel Holon, è stata garantita per mera presenzialità, al fine di scongiurare una multa draconiana di 600.000€ prevista dal regolamento internazionale, una misura che avrebbe aggravato ulteriormente il danno irreparabile già subìto. Ed il comunicato della Bcl che qui alleghiamo conferma che abbiamo fatto BENISSIMO a fare ciò che è stato fatto".
"I commenti e le critiche di chi non conosce neanche minimamente i regolamenti federali e internazionali sono disgustosi e rivelano una profonda ignoranza delle norme che governano lo sport professionistico, alimentando un dibattito superficiale che ignora le complessità procedurali e le violazioni subìte dalla nostra società. Tali opinioni, spesso diffuse senza verifica dei fatti, contribuiscono solo a perpetuare disinformazione e a mascherare le vere responsabilità. La FIP e la Lega Basket Serie A sono gli unici e diretti responsabili di questo scempio, avendo ignorato deliberatamente le nostre richieste motivate di rinvio (come da lettera del 2 gennaio 2026) e perpetuando un trattamento persecutorio che ha portato all’esodo di giocatori e allo smantellamento della squadra".
"Questo non finirà in Bulgaria: dovranno essere loro a radiarci dal campionato, non noi a tirarci indietro volontariamente. Continueremo fino alla fine a difenderci, come “gli ultimi dei Mohicani”, resistendo a un sistema che sembra privilegiare logiche opache rispetto alla giustizia sportiva. A breve poi la giustizia ordinaria prenderà il sopravvento su questa bruttissima storia: siamo certi che, attraverso le indagini e i procedimenti già avviati (inclusa la denuncia presso la Guardia di Finanza di Trapani per falso in atto pubblico e falsità ideologica contro l’Agenzia delle Entrate di Trapani, alla luce del DURC INPS del 19 giugno 2025 che attestava la nostra piena regolarità contributiva), si arriverà alla verità dei fatti e alla punizione dei colpevoli. Non tollereremo ulteriori abusi: ogni responsabilità sarà perseguita in sede civile e penale, per ripristinare l’equità violata. La Trapani Shark SRL ha investito passione e risorse per lo sport siciliano, e non permetterà che questa persecuzione resti impunita".
































