CATANIA - La polizia ha eseguito a Catania un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di otto persone indagate nell'ambito della seconda fase dell'operazione Safe zone sulla gestione, da parte di stranieri, di una piazza di spaccio nel rione San Berillo, nel centro storico della città. Sei persone sono state condotte in carcere, per altri due indagati il gip ha disposto l'obbligo di dimora a Catania e di restare a casa dalle 20 alle 6 del giorno successivo.
La custodia cautelare in carcere è stata disposta per: Antonino Cocuzza (classe 1974), Orazio D'Agata (classe 1993), Josè Salvador Di Bartolo (classe 1998), Salvatore Falletta (classe 1985), Augusto Marco Mocerino (classe 1985) e Raffaele Riccardo Alfio Pedicone (classe 2005). Obbligo di dimora per Filippo Abbascià (classe 2002) e Giovanni Tomaselli (classe 2004).
Le indagini, coordinate dalla Procura di Catania ed eseguite dalla squadra mobile e dal Servizio centrale operativo, si sono articolate, negli ultimi mesi del 2024, attraverso il costante monitoraggio eseguito con sistemi di videoregistrazione, di una zona del quartiere San Berillo Vecchio. Attività investigativa che, secondo l'accusa, avrebbe consentito di documentare l'operatività di una piazza di spaccio e di ricostruire la fase della vendita della droga, gestita principalmente da extracomunitari africani, nei cui confronti, lo scorso mese di dicembre, è stata già disposta ed eseguita un'altra ordinanza cautelare.
E' emerso, inoltre, come vi fosse un modus operandi ormai consolidato, con l'acquirente che veniva accompagnato, o comunque indirizzato, in punti ben precisi del quartiere, dove poi avveniva la contrattazione, fino alla definitiva cessione della droga (cocaina, crack, marijuana e hashish), in precedenza nascosta in vari posti, quali fessure dei muri, bidoni dei rifiuti o tombini.
La Procura ritiene anche di avere individuato un secondo livello costituito dai fornitori catanesi in grado di assicurare, a loro volta, i rifornimenti di droga ai pusher al minuto, direttamente sui luoghi di spaccio, in modo da consentire una costante operatività. Nell'ambito dell'operazione Safe zone complessivamente sono state emesse due ordinanze per, complessivamente, quarantasei indagati e sono stati sequestrati alcuni chili di droga tra cocaina, crack, marijuana e hashish.
































