La corsa agli Oscar 2026 è appena cominciata ma già si profila come un duello tra Una battaglia dopo l'altra e Hamnet dopo la serata dei Golden Globe a Beverly Hills. Paul Thomas Anderson, arrivato con nove candidature, ha portato a casa quattro premi tra cui quello del miglior film nella categoria commedia/musical, ma a insidiargli la strada si è messo Hamnet, la commovente storia di Agnes, la moglie di William Shakespeare, che ha prevalso nella rosa dei migliori film drammatici.
Interpretato da Leonardo Di Caprio (che non ha preso alcun premio) nel ruolo di un rivoluzionario invecchiato costretto a tornare alla militanza per salvare la figlia da un nemico potente e corrotto, Una battaglia dopo l'altra è uscito dal gala anche con premi al suo regista e sceneggiatore e a Teyana Taylor, miglior non protagonista femminile (nella foto).

Sinners di Ryan Coogler ha vinto due premi tra cui uno per il box office, mentre per la televisione la serie britannica Adolescence (nella foto in basso) ha conquistato quattro globi. Jean Smart di Hacks e Noah Wyle di The Pitt (premiato anche come miglior dramma) hanno ottenuto una statuetta ciascuno.

Riconoscimento a Wagner Moura (foto in basso), il protagonista di The secret agent, come miglior attore in un film drammatico: primo brasiliano a vincere in quella categoria, Moura si è messo sulle orme di Fernanda Torres, premiata l'anno scorso come miglior attrice. The secret agent ha vinto anche come miglior film internazionale battendo favoriti come Sentimental value e Un semplice incidente del dissidente iraniano Jafar Panahi.

Primo Golden Globe a Timothée Chalamet per Marty Supreme, a Jessie Buckley per Hamnet e Rose Byrne per If I had legs I'd kick you. Chalamet era stato candidato già quattro volte: "Mentirei se non dicessi che quelle memorie rendono questo momento più dolce", ha detto sul palco.
Per il secondo anno consecutivo la Cbs aveva affidato la diretta a Nikki Glaser (foto in basso): oltre ai soliti attori (Sean Penn paragonato a "una borsa di pelle sexy", DiCaprio preso in giro per le giovanissime fidanzate), hanno fatto le spese del suo monologo la battaglia tra Netflix e Paramount per la conquista della Warner, il ministero della Giustizia per le censure sul caso Epstein ("il Golden Globe per il miglior editing") e perfino la Cbs: "Il nuovo posto dove vedere news spazzatura".

Con discrezione, la politica ha avuto la sua parte sul tappeto rosso: aderendo a una campagna di mobilitazione, Jean Smart e Mark Ruffalo (foto in basso) hanno indossato sull'abito da sera una spilletta con la scritta "Be Good" in omaggio a Renee Good, la donna uccisa a Minneapolis da un agente dell'Ice.
















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