Il giudice sportivo nazionale della Federazione Italiana Pallacanestro ha disposto "l'esclusione della Trapani Shark dalla partecipazione al campionato di Serie A per la presente stagione sportiva 2025-2026".
Il giudice sportivo nazionale ha annullato tutte le partite sin qui disputate in campionato dalla Trapani Shark, applicando inoltre alla società la sanzione dell'ammenda di 600.000 euro, pari a dodici volte quella prevista per la prima rinuncia. Per il presidente Valerio Antonini arriva un'ulteriore inibizione per tre mesi. È inoltre disposta la trasmissione degli atti all'ufficio tesseramento per lo svincolo degli atleti senior e al comitato nazionale allenatori per l'annullamento dei tesseramenti Cna, oltre alla trasmissione degli atti alla Procura Federale per gli eventuali accertamenti di competenza.
La decisione arriva dopo l'ultima partita di campionato, disputata da Trapani con solo sette giocatori a referto e conclusasi a 5'49" del primo quarto, essendo rimasto in campo un solo giocatore della squadra granata. Secondo il giudice, si è configurata "una palese alterazione della uguaglianza competitiva delle squadre in campo, che deriva dallo schieramento da parte della Trapani Shark di una formazione evidentemente non in grado di competere con l'avversaria, al fine di disputare formalmente la gara in questione e non incorrere in una seconda rinuncia che comporterebbe il ritiro definitivo dal presente campionato". Si è "ritenuto pertanto corretto ed equo per il caso in questione - prosegue il comunicato - assimilare la disputa della gara con una formazione evidentemente non in grado di competere con l'avversaria ad una vera e propria rinuncia alla stessa".
Il provvedimento era ampiamente annunciato. Tant'è, che ancora prima del comunicato ufficiale, il presidente Valerio Antonini, su Rai Radio 1, ha promesso battaglia legale: "Oggi a noi è rimasta solo la via della giustizia ordinaria. Abbiamo perso completamente la fiducia in quella ordinaria dopo aver assistito a dei procedimenti incredibili presso il Tribunale federale della pallacanestro. Abbiamo appena pubblicato un comunicato che hanno preparato i nostri avvocati dove ricostruiamo gli abusi sulla vicenda dei punti di penalizzazione e le forzature clamorose federali delle ultime due sanzioni, con una serie di violazioni delle norme e degli iter procedurale da far rabbrividire, con tanto di prove".
Cosa risponde a chi l'accusa di esporre dei giocatori giovanissimi, anche minorenni, a delle figure non edificanti come nell'ultima partita contro Trento? "Chi dice queste cose - aggiunge Antonini - non conosce i regolamenti. Se io non avessi schierato la squadra per due partite consecutive avrei di fatto automaticamente autorizzato la radiazione della mia società per mie responsabilità. In questo modo, invece, sarà oggi la Federazione a dover radiare la società. Questo aumenterà i danni in sede giudiziale che noi chiederemo alla Federazione per quello che è stato fatto. Credo che ci si renderà conto solo dopo le sentenze sia del Consiglio di Stato, del Tar e della Commissione tributaria che sono stati commessi errori clamorosi che hanno portato alla situazione attuale".
Che cosa non rifarebbe se potesse tornare indietro? "Non entrerei nello sport, certamente. Sono un imprenditore che ha investito 20 milioni di euro in un territorio così particolare come Trapani. Quello che consiglio a qualsiasi imprenditore è di non entrare nello sport". "Lascerà sia il Trapani calcio che il Trapani basket? "Assolutamente no - conclude Antonini - Porteremo avanti questa battaglia giudiziale che per me è diventata una battaglia di dignità, legata al mio nome e alla mia famiglia. Lotteremo per ricostruire la verità dei fatti".
































