CATANIA - Una neonata affetta da mielomeningocele, la forma più grave di spina bifida, è stata sottoposta con successo a un delicato intervento all’ospedale San Marco di Catania. La patologia, causata dalla mancata chiusura del canale vertebrale durante lo sviluppo embrionale, comporta la fuoriuscita del midollo spinale, delle radici nervose e delle meningi, talvolta prive di adeguata protezione.
Senza un trattamento immediato, le conseguenze possono essere molto gravi, con un’elevata probabilità di deficit neurologici, paralisi, incontinenza, e malformazioni cerebrali associate, come la sindrome di Arnold-Chiari e l’idrocefalo. La gestione tempestiva, a poche ore dalla nascita, di questo raro e complesso caso è stata resa possibile grazie a un approccio multidisciplinare coordinato dal direttore del
Dipartimento materno infantile, Antonino Rapisarda, e dal direttore dell’Uoc di Neurochirurgia del San Marco, Giuseppe Barbagallo.
La diagnosi era stata formulata già in gravidanza. La bimba, ai controlli durante la gestazione, presentava una strana protuberanza a livello della schiena, circostanza che ha messo in allarme i medici che sono andati in fondo per effettuare la diagnosi e hanno deciso di attendere la fine della gravidanza.
La mamma della bambina, una donna extracomunitaria seguita nell’ambulatorio solidale, è stata così ricoverata alla 39ª settimana nel Punto nascita dell’ospedale. La gestione della gravidanza con diagnosi prenatale di feti plurimalformati rappresenta un evento raro nelle strutture ospedaliere anche grazie alla diffusione della terapia integrativa a base di acido folico, eseguita già in gravidanza, che ha ridotto significativamente l’incidenza della spina bifida nei Paesi occidentali.
Il parto è avvenuto mediante taglio cesareo. Dopo gli accertamenti diagnostici, tra cui una risonanza magnetica encefalo-midollare necessaria a definire con precisione le malformazioni e pianificare l’intervento, la neonata è stata sottoposta all’operazione chirurgica. Al termine la piccola paziente era in ottime condizioni, senza alcun deficit neurologico agli arti inferiori.

























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