Il Centro nazionale trapianti ha definito lo scorso anno la Sicilia come "esempio bellissimo di cambiamento" per la capacità di ridurre il divario storico con le regioni del Nord Italia in termini di donazioni di organi. Tra poco saranno disponibili i dati definitivi del 2025 ma intanto il 2026 inizia con i migliori auspici con due prelievi a Catania e Trapani.
Il primo, in assoluto, dell’anno è stato eseguito all’ospedale “Basso-Ragusa” di Militello in Val di Catania (nella foto). Si tratta del terzo prelievo di organi in soli 30 mesi. Il donatore, un uomo di 87 anni colto da grave trauma cranico con conseguente morte cerebrale, ha donato il fegato.
L’organo, valutato di eccellenti condizioni istologiche nonostante l’età, è stato confermato idoneo grazie a una biopsia estemporanea eseguita nelle prime ore del mattino dalla Anatomia patologica dell’ospedale “Gravina”, diretta da Filippo Fraggetta ed è stato trapiantato presso l’Ismett di Palermo.
Il prelievo si è concluso in 48 ore dall’attivazione del percorso ed è stato gestito dall’Uoc di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Militello, diretta da Gianluigi Morello, con il supporto della direzione medica del presidio, guidata da Giacoma Di Martino, in stretta collaborazione con il Centro regionale trapianti e supportati dal direttore del dipartimento di Emergenza, Giuseppe Rapisarda, e dalla coordinatrice aziendale per i trapianti, Maria Luisa Granata.
Altre donazioni dall’inizio dell’anno anche in provincia di Trapani: a Marsala, presidio ospedaliero "Paolo Borsellino" effettuato un prelievo di tessuti per una donazione di cornee, oggi, ed un prelievo di fegato (nella foto in basso).

Il donatore, un uomo di 75 anni, era ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva, diretto da Roberto Mariscalco Inturretta, dove sono state eseguite le delicate procedure di accertamento della morte encefalica ed è stata attivata la complessa macchina organizzativa del percorso coordinato da Federica Rodriguez, referente del Procurement di organi e tessuti del reparto di Anestesia e Rianimazione. Anche in questo caso intervento finale dei chirurghi dell’Ismett di Palermo che ha poi trapiantato l’organo.















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