PALERMO - Un operaio di 40 anni, Alessio La Targia, è morto cadendo da un'impalcatura dentro il capannone della ditta Puleo Group srl, in via Emiro Giafar, a Palermo, nella zona industriale del quartiere Brancaccio, mentre eseguiva delle riparazioni. Quando i soccorritori del 118 sono arrivati, l'uomo era già senza vita.
Le indagini sono condotte dai carabinieri e dai tecnici della Spresal dell'Asp di Palermo. Si stanno verificando le dotazioni di sicurezza del cantiere e se il lavoratore fosse stato assunto regolarmente. E' da accertare se il lavoratore indossasse o meno i dispositivi di protezione per lavorare in quota. La ditta vende biancheria, intimo e oggetti per la casa.
Alessio La Targia lascia la moglie e i due figli. Sono stati i colleghi a lanciare l'allarme e chiedere l'intervento dei soccorsi. I carabinieri hanno sentito i testimoni e i colleghi per chiarire la dinamica dell'incidente. La salma di La Targia è stata sequestrata e la Procura di Palermo ha disposto l'autopsia che sarà eseguita nei prossimi giorni nell'istituto di Medicina legale.

"L’ennesima tragedia sul lavoro è arrivata - dichiara Piero Ceraulo, segretario generale Fillea Cgil Palermo -. Abbiamo diverse volte denunciato le condizioni in cui versano molti lavoratori edili nella provincia di Palermo. Abbiamo riscontrato come in questi giorni di avverse condizioni meteo in molti cantieri si continuasse a operare senza soluzione di continuità, perché il tempo è come si dice denaro e si deve lavorare senza se e senza ma.
Ci stringiamo alla famiglia di Alessio La Targia, che lascia moglie e due figli, con la quale ci metteremo subito a disposizione".
"Non è accettabile l’ennesimo operaicidio nei luoghi di lavoro. E’ una carneficina vera e propria. E denunciamo il silenzio istituzionale: a quante morti dobbiamo ancora assistere perché si possa intervenire in maniera puntuale ed efficace? Il tavolo di regia della prefettura poteva essere uno strumento importante. E da questo punto di vista nessuna risposta è arrivata. Siamo molto ma molto amareggiati. Non escludiamo una mobilitazione unitaria dei lavoratori perché non possiamo più tollerare una situazione del genere".
"Nella mia qualità di vice presidente della Cassa edile - aggiunge Ceraulo - abbiamo effettuato già dei controlli e e il lavoratore non risulta censito. E quindi o al lavoratore non risultava applicato il giusto contratto o era addirittura irregolare".


































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