NISCEMI (CALTANISSETTA) - La frana a Niscemi si aggrava. "La frana è pienamente attiva e la situazione è critica", ha rilevato il capo del dipartimento della protezione civile nazionale Fabio Ciciliano, arrivato nel centro nisseno per fare il punto della situazione con le autorità locali. "Io stesso ho verificato e accertato con il mio telefono durante un sopralluogo - ha aggiunto -. Ci sono abitazioni che non potranno essere più recuperate e bisognerà definire un piano per la delocalizzazione definitiva di chi ci viveva".
"L'intera collina sta crollando sulla piana di Gela. Abbiamo fatto un primo sopralluogo con la componente scientifica del dipartimento della protezione civile, il professore Nicola Casagli, che ha messo in evidenza non solo quello che è visibile", ha aggiunto Ciciliano.
Il presidente della Regione Renato Schifani ha sorvolato la zona della frana in elicottero come ha fatto Ciciliano su un altro velivolo. In paese è arrivata anche la leader del Pd, Elly Schlein (nel video) "per dare tutta la nostra vicinanza alla comunità".
La protezione civile regionale ha rilevato "dopo meno di 24 ore, un ulteriore forte scivolamento a valle con aumento delle altezze delle pareti verticali da 7-15 metri a 30-45. Case rimaste sospese inevitabilmente condannate al crollo, così come quelle più vicine alla linea sommitale di frana. Conseguentemente, i tecnici del Comune, i nostri geologi del Drpc del Dpc hanno consigliato un aumento della larghezza della fascia di rispetto (zona rossa) dal ciglio della parete da 100 a 150 metri".

"Pertanto gli evacuati aumentano da 1.000 a 1.500. Il Comune ha allestito con nostro supporto la palestra comunale ma molti stanno trovando alloggio in seconde case o da amici. Probabilmente gran parte di queste case non potrà essere più recuperata e bisognerà pensare a reperire nuovi alloggi. La scelta migliore, più rapida ed efficace sarebbe quella di erogare un contributo ai cittadini per l’acquisto di una casa esistente, ve ne sono tante chiuse nei nostri paesi".

Intanto Riccardo Ferraro, consigliere della Sigea, la Società italiana di geologia ambientale, spiega che la parete terrosa alla cui sommità c'è una striscia di case in bilico sul precipizio, dovrà trovare un assetto di equilibrio naturale. "Nella letteratura scientifica i terreni sabbiosi, come quelli di Niscemi, hanno un angolo di resistenza al taglio di 35 gradi - continua Ferraro -. Attualmente la parete presenta un angolo di 85 gradi e questo significa che la frana è destinata ad avanzare, compromettendo le costruzioni, fino a trovare un equilibrio. L'angolo della parete non può resistere all'attuale inclinazione".
Anche questa mattina molte persone sono in fila davanti all'ufficio organizzato in Comune, per la registrazione nell'elenco di chi ha lasciato la casa. Massimo Battaglia, davanti al Comune tra gli sfollati, racconta: "Io e la mia famiglia viviamo nella zona rossa, in largo Canalicchio - dice - ora, non sappiamo cosa fare. Siamo ospiti da amici ma si tratta solo di pochi giorni. La casa è stata costruita con i sacrifici dei nostri padri e nostri, che abbiamo sempre lavorato nelle campagne. Ogni centesimo è stato dedicato alla casa. Perché dopo la frana del 1997 non si è fatto qualcosa di più sul piano della prevenzione? Forse, tutto questo si poteva evitare".
Per gli sfollati sono in arrivo i contributi del fondo Cas dello Stato, 400 euro a famiglia più 100 euro per ogni componente fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo per un anno. La procedura sarebbe già stata attivata in presenza dell'ordinanza di sgombero e dovrebbe essere completata nel giro di qualche giorno.



























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