NISCEMI (CALTANISSETTA) - C'è grande apprensione a Niscemi per la frana che ha colpito il centro del Nisseno. Sul posto si è recata stamattina il prefetto di Caltanissetta, Donatella Licia Messina: "Questa frana si era già manifestata una trentina di anni fa, ma adesso ha assunto proporzioni enormi. Ci sono danni importantissimi alle cose, ma per fortuna nessuna persona è rimasta coinvolta".
"Il sistema della protezione civile si è attivato subito e stiamo cercando insieme le soluzioni per i problemi più urgenti. Uno dei primi da risolvere è la sistemazione delle famiglie sfollate - ha aggiunto il prefetto -. Bisogna poi pensare al problema della viabilità. Sono al lavoro i tecnici della provincia, visto che si tratta di strade di accesso provinciali, ma speriamo di ottenere anche il supporto del Genio militare che potrà in poco tempo realizzare qualcosa".
La precedente frana alla quale si riferisce il prefetto è quella del 12 ottobre 1997. Quel giorno, poco prima delle 14, a Niscemi la gente scese in strada gridando al terremoto. Esattamente com'è accaduto alle 13 di domenica scorsa, quando ha sentito un boato. Ventinove anni fa e lo scorso 25 gennaio non si trattava di un sisma, ma di una frana che si è ripresentata negli stessi luoghi: i quartieri Sante Croci, Pirillo, Canalicchio.
Nel '97, l'allora sottosegretario alla Protezione civile, il vulcanologo Franco Barberi, parlò di "ordinaria malamministrazione e di completo degrado in una zona sottoposta a vincolo geologico". La Procura di Caltagirone aprì un fascicolo per disastro colposo, ai 400 sfollati furono offerte 600 mila lire al mese, per 13 mesi, come contributo per l'affitto. Nel 2000, 48 case e la settecentesca chiesa di Sante Croci furono demolite. Quando le ruspe s'avvicinarono al luogo di culto, una dozzina di persone fece da scudo per impedire la demolizione. Tra ricorsi giudiziari e proteste, infine la chiesa fu abbattuta.
Lo stato d'emergenza per quella frana fu più volte prorogato dal Consiglio dei ministri, almeno fino al 2007. Anche nel '97, come nei giorni scorsi, la frana fu preceduta da maltempo e pioggia. E probabilmente le condizioni meteorologiche non saranno state diverse nel 1790, quando nei quartieri Sante Croci e Canalicchio, sempre gli stessi, la terra si aprì e nei bevai l'acqua smise di scorrere, come riportano le cronache del tempo a opera di una comunità di frati.















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