CATANIA - Sei condanne, comprese tra gli otto mesi e i cinque anni di reclusione, e 45 assoluzioni, la maggior parte delle quali perché l'abuso d'ufficio, che era contestato, non è più previsto dalla legge come reato. E' la sentenza emessa dalla seconda sezione penale del Tribunale di Catania nel processo Università bandita su presunti concorsi truccati nell'ateneo. A processo erano 51 imputati per cui la Procura aveva chiesto 39 condanne e 12 assoluzioni.
La pena maggiore, per induzione indebita a dare o promettere utilità, reato previsto dall'articolo 319 quater del codice penale, è stata comminata all'ex rettore Francesco Basile, condannato a 5 anni e assolto da alcuni capi di imputazione. Per lui il collegio giudicante ha disposto la pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici e quella legale per la durata della pena.
Il Tribunale ha condannato a due anni di reclusione ciascuno Filippo Drago, Giuseppe Antonio Biondi, Angelo Marcello Donati e Marco Montorsi e a otto mesi di reclusione Giuseppe Maria Pappalardo. Per questi ultimi cinque imputati la sentenza ha disposto la sospensione della pena per cinque anni alle condizioni di legge.
Assolti nel merito Giuseppe Barone, Giovanni Barreca, Agostino Cortesi, Velia Maria Lucia D'Agata, Alessia Facineroso, Giovanni Gallo, Anna Garozzo, Giuseppina Lavecchia, Massimo Libra, Luigi Vincenzo Mancini, Massimo Mattei, Carmelo Giovanni Monaco, Ferdinando Nicoletti, Giovanni Puglisi, Giovanna Schillaci, Luca Vanella.
Assolti perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato Salvatore Cesare Amato, Piero Baglioni, Laura Ballerini, Antonio Barone, Giuseppe Barone, Giovanni Barreca, Francesco Basile, Vincenzo Bianco, Paolo Cavallari, Michela Maria Bernardetta Cavallaro, Giovanna Cigliano, Velia Maria Lucia D'Agata, Vincenzo D'Agata, Francesco Di Raimondo, Filippo Drago, Santi Fedele, Giovanni Gallo, Sebastiano Angelo Alessandro Granata, Calogero Salvatore Guccio, Giampiero Leanza, Orazio Antonio Licandro, Paolo Mazzoleni, Carmelo Giovanni Monaco, Maura Monduzzi, Matteo Giovanni Negro, Ferdinando Nicoletti, Maria Caterina Paino, Giuseppe Maria Pappalardo, Pietro Pavone, Roberto Pennisi, Vincenzo Perciavalle, Giacomo Pignataro, Giovanni Puglisi, Stefano Giovanni Puleo, Maria Alessandra Ragusa, Romilda Rizzo, Salvatore Saccone, Giuseppe Sessa, Giuseppe Vecchio.
Il Tribunale, presieduto da Enza De Pasquale, giudici a latere Cristina Scalia e Mariaconcetta Gennaro, ha indicato in 90 giorni il termine del deposito delle motivazioni della sentenza. Alla lettura del dispositivo in aula per la Procura erano presenti il capo dell'ufficio Francesco Curcio, l'aggiunta Agata Santonocito e i sostituti Raffaella Vinciguerra e Santo Di Stefano.
L'inchiesta Università bandita da cui è scaturito il processo, basata anche su intercettazioni su presunti concorsi pilotati o cuciti su misura su un candidato, è quella condotta dalla Digos della Questura e coordinata dalla Procura etnea. Quando scattò, nel 2019, portò alle dimissioni dell'allora rettore Francesco Basile e alla programmazione di nuove elezioni universitarie.



























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