NISCEMI - Situazione sempre più critica a Niscemi. Dal belvedere è ben visibile uno scenario disastroso: della piattaforma da cui si lanciava l'aviatore Angelo D'Arrigo e che richiamava appassionati del deltaplano da ogni parte del mondo non c'è più traccia. Sprofondati anche la casa di una famiglia e il casolare utilizzato da un pastore, ridotti a un cumulo di detriti. Solo un pezzo della strada piastrellata della passeggiata da cui si poteva ammirare il paesaggio è rimasto intatto, il resto è collassato.
Come se non bastasse, si registrano anche episodi di sciacallaggio. Maria D'Alessandro, una delle 1.500 persone sfollate, racconta: "E' già cominciato lo sciacallaggio dei proprietari di case, c'è gente che per l'affitto propone addirittura fino a duemila euro al mese. Come si fa? Si deve subito bloccare questa cosa. Ci devono dare gli alloggi, non i soldi per pagare l'affitto. Sappiamo che ci sono tante case popolari chiuse, si devono dare una smossa. Ci stanno ospitando per ora, poi cosa succederà? Abbiamo una rabbia pazzesca".
Centinaia di bambini sono costretti a stare a casa perché le scuole elementari che frequentano sono state chiuse per la frana che sta mettendo in ginocchio la comunità. Sono cinque gli istituti che sono stati chiusi perché si trovano nelle zone rosse Belvedere, Don Bosco, San Giuseppe, Collodi e Pirandello. Solo due plessi elementari sono aperti perché al di fuori delle aree a rischio: Mario Gori e Don Milani. Nessun problema per gli alunni delle medie di Verga e Manzoni.















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