BELLUNO - È in corso una verifica interna, nell'azienda di trasporto pubblico locale DolomitiBus, in merito al presunto abbandono di un bambino di 11 anni sul percorso della linea 30 fra Calalzo e Cortina d'Ampezzo, in provincia di Belluno.
Il ragazzo, infatti, sprovvisto del biglietto da 10 euro introdotto per le Olimpiadi invernali di Milano Cortina, sarebbe stato fatto scendere dal mezzo, trovandosi così costretto a percorrere a piedi alcuni chilometri.
"Ho ricevuto due chiamate di scuse da parte dell'azienda di trasporti Dolomitibus, noi andiamo avanti", dice l'avvocato Chiara Balbinot, nonna del ragazzino. "Dal mio punto di vista è ravvisabile il reato di abbandono di minore, anche se di ipotesi magari ce ne sarebbero altre, ma sarà la Procura poi a considerarle. Sicuramente esisteva un obbligo di custodia".
All'origine della vicenda ci sarebbe il fatto che il carnet di cui disponeva il bambino non sarebbe valido nel periodo delle Olimpiadi, durante il quale è stata prevista una maggiorazione fino a 10 euro per tratta, anche per i residenti. Dopo il controllo da parte dell'autista, l'11enne sarebbe stato fatto scendere dal mezzo, trovandosi costretto a tornare a casa a piedi, camminando per sei chilometri.
ll conducente del bus "è stato prudenzialmente sospeso dal servizio", fa sapere in una nota DolomitiBus, spiegando che la corsa in questione "è stata regolarmente esercitata dall'azienda La Linea Spa alla quale DolomitiBus, titolare del contratto di servizio principale, ha immediatamente esteso la contestazione e chiesto chiarimenti.
La società che ha effettuato il servizio ha comunicato di aver attivato apposita commissione di indagine e che il conducente interessato, suo dipendente, è stato prudenzialmente sospeso dal servizio".



























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