Cerimonia dell'anno giudiziario in tutta la Sicilia. Un'occasione nella quale ogni tribunale traccia un bilancio della propria attività, settore per settore. A Catania il presidente facente funzioni della Corte d'appello, Giovanni Dipietro, ha spiegato che "il bilancio è sicuramente positivo sia nell'innovazione tecnologica e nella digitalizzazione degli atti, ma anche per gli obietivi raggiunti nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza".
"Può presumersi che la minore pendenza di procedimenti civili trovi la sua ragione principale - aggiunge il magistrato - non già in una minore litigiosità delle persone, bensì nei crescenti costi economici dell'accesso agli strumenti giurisdizionali di tutela e, forse, soprattutto, nella percezione di una minore affidabilità (in termini sia di durata dei relativi procedimenti, sia di qualità del prodotto giudiziaria) degli organi stessi di tutela".
"Nel settore penale - rileva il Dipietro - il considerevole arretrato accumulatosi nel corso dell'ultimo ventennio ben difficilmente potrà essere eliminato senza un'iniezione massiccia di risorse umane, che valga a colmare l'ormai cronica incompletezza dell'organico della magistratura". Dipietro ha anche parlato della diffusione di "devianza giovanile da guinness dei primati".

A Caltanissetta dalla relazione della presidente della Corte d'appello Domenica Motta emerge un quadro segnato da una "perdurante e attuale vitalità delle organizzazioni mafiose", da gravi episodi di violenza sessuale e da una crescente complessità dei reati commessi da minorenni. Per la Motta "oggi Niscemi è la priorità dell'Italia".

La relazione del presidente della Corte d'appello di Messina, Luigi Lombardo, evidenzia la carenza di magistrati: "A parte le scoperture esistenti - afferma - nel complesso tutti i capi degli uffici lamentano l'inadeguatezza delle piante organiche rispetto al numero delle sopravvenienze. Clamorosa l'inadeguatezza dell'organico della Procura per i minorenni".
La relazione sullo stato della giustizia a Palermo da parte del presidente della Corte d'appello Matteo Frasca si soffferma sulle difficoltà di rappresentare all'elettorato i contenuti tecnici della riforma "che invece avrebbero dovuto essere sviscerati in Parlamento e che stanno trasformando la ricerca del consenso in una campagna contro la magistratura condotta, purtroppo anche ad alti livelli istituzionali e rappresentativi, con toni populistici e aggressivi. Occorre rispondere con l'approvazione di un testo normativo che, come riconosciuto dal ministro Nordio, non apporterà alcun miglioramento al funzionamento della Giustizia". Frasca si è detto critico sul referendum aggiungendo che anche il nome di Falcone è stato strumentalizzato.



























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