La sincope è una perdita di coscienza transitoria dovuta a una temporanea ipoperfusione cerebrale. La più frequente è la sincope vasovagale. Immaginate un’orchestra, dove ogni musicista deve suonare in perfetta armonia con gli altri con il sistema cardiovascolare a fare da direttore, i vasi sanguigni gli strumenti a fiato per assicurare che la 'musica', cioè il sangue, raggiunga tutti gli organi.
La sincope vasovagale è simile a una improvvisa dissonanza con il direttore che perde temporaneamente il controllo, il cuore che rallenta bruscamente il suo ritmo e i vasi sanguigni che si dilatano troppo. Ecco allora che il cervello, non ricevendo abbastanza sangue, 'spegne' la coscienza come meccanismo di protezione. È come se il nostro corpo dicesse: “Meglio perdere conoscenza per un attimo piuttosto che rischiare danni permanenti al cervello”. Quindi non è una malattia nel senso tradizionale del termine, ma una risposta esagerata del nostro sistema nervoso autonomo a stimoli, emozioni e altro.

Sono oltre due milioni i casi ogni anno caratterizzati da un'elevata ricorrenza, fino al 33% entro due anni, specialmente negli anziani. La gestione della sincope in Italia è considerata inadeguata e il numero di centri specializzati (Syncope Unit) è sceso da 72 nel 2019 a 48 nel 2025, a causa della riduzione di risorse e personale nel Ssn. In Sicilia per fortuna ne registriamo una nuova all’ospedale Guzzardi di Vittoria. La nuova Syncope Unit è stata anche certificata dal Gimsi (gruppo italiano multidisciplinare per lo studio della sincope) che ne qualifica l’unità come centro di riferimento per la diagnosi e la gestione delle perdite transitorie di coscienza ed è il risultato di un percorso strutturato di adeguamento tecnologico, organizzativo e formativo, promosso dalla Cardiologia diretta da Sebastiano Lumera (nella foto con il suo gruppo di lavoro).
“La sincope - spiega Lumera - rappresenta una delle principali cause di accesso al pronto soccorso: si stima che l’1-3% degli accessi quotidiani riguardi una perdita di coscienza. L’iter diagnostico è spesso complesso, con il coinvolgimento di più specialisti e numerosi esami, e in una quota significativa di casi non conduce a una diagnosi definitiva. Una criticità che assume un peso ancora maggiore nel pronto soccorso di Vittoria, il più affollato della provincia iblea, con circa 50.000 accessi l’anno”.
Sul piano tecnologico, la struttura è autonoma nell’esecuzione di esami di secondo e terzo livello, tra cui il Tilt Test avanzato, per la valutazione delle sincopi di origine riflessa; lo studio elettrofisiologico, per l’individuazione delle aritmie cardiache; l’impianto di Loop Recorder sottocutanei, per il monitoraggio cardiaco prolungato in telemedicina; e le procedure di terapia definitiva, come pacemaker e defibrillatori.
Elemento centrale del progetto è stato anche l’investimento sulla formazione. Un corso intensivo di 'Competence in Syncope', condotto da esperti nazionali Gimsi, ha portato alla certificazione di oltre venti professionisti del territorio, tra cardiologi, neurologi, geriatri, medici di pronto soccorso, operatori del 118, pediatri e medici di medicina generale.
































